ANALISI DI ASSOCASEARI: IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 13-19 LUGLIO 2019

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Settimana che al contrario delle aspettative ha portato dei grossi ribassi per quel che riguarda i prodotti freschi provenienti dall’estero. Il latte crudo, che la settimana scorsa si trovava a fatica e con prezzi che addirittura erano attorno ai 0,45-0,46 €/kg reso Nord Italia, questa settimana è offerto in grandi quantità intorno a 0,40 €/kg reso. Il latte scremato ha subito un ribasso meno marcato e dai 0,24 €/kg della settimana scorsa è sceso ai 0,225 €/kg. Quello che ha stupito maggiormente è il prezzo della crema che, se settimana scorsa veniva offerta fino a prezzi minimi di  1,74 €/kg, questa è stata trattata a 1,62 €/kg.

E’ parere comune che questa situazione sia dovuta particolarmente a due fattori: in parte la ripresa della raccolta, date le temperature meno torride delle settimane precedenti, ma in grossa parte perchè molti stranieri sono partiti per le vacanze, per fortuna nostra tanti diretti in Italia, creando molte code sia sul Gottardo che sul Brennero.

Per quel che riguarda il mercato interno, vi è anche da noi una leggera ripresa della raccolta grazie alle temperature notturne più fresche. Sui prezzi, si sentono voci molto discordanti, se qualcuno afferma di aver venduto il latte crudo ancora ai livelli della settimana scorsa, si trova subito qualcun altro che sostiene di averlo comprato a un paio di centesimi in meno. Stesso discorso per quanto riguarda la crema nazionale di qualità, con chi afferma di averla venduta al prezzo del bollettino e chi dice di avere offerte a prezzi inferiori alle quotazioni ufficiali della Camera di Commercio. Voci concordi per quel che riguarda il latte scremato trattato a valori inferiori a quelli di settimana scorsa.

– Bollettino del burro di Kempten ribassato di € 0,10 sul prezzo minimo che è oggi 3,55 €/kg, invariato invece il massimo a 3,85 €/kg. Bisogna andare indietro molte settimane per trovare una differenza così alta tra valore minimo e massimo, comunque il prezzo medio tedesco è passato da 3,75 €/kg di settimana scorsa a 3,70 €/kg di questa. L’Olanda procede a cauti ribassi di settimana in settimana, e se la scorsa era calata di € 0,03, questa di € 0,02 portandosi a 3,58 €/kg. Non facciamo commenti sul bollettino francese che conferma i 3,80 €/kg di settimana scorsa.

I prezzi di mercato, dopo aver visto un leggero rialzo nelle due settimane precedenti, sono nuovamente ribassati con offerte di burro polacco di centrifuga a 3,35 €/kg e di burro di siero di più origini a 3,30 €/kg. Colpisce questa settimana l’andamento del Global Dairy Trade che dopo dei ribassi consistenti ha fatto vedere dei leggeri rialzi.

–  Bollettini del latte in polvere: in ribasso il WMP sui bollettini tedesco e francese, anche se con quotazioni molto diverse tra loro. Inutile dire che il francese, malgrado i ribassi, resta sempre il più alto. In Germania invariato quello per uso alimentare, in aumento quello per l’uso zootecnico. In Olanda entrambi in aumento, in Francia stabili.

Vi è un po’ di preoccupazione da parte degli operatori perchè la merce all’intervento è quasi finita e di conseguenza anche per l’uso zootecnico ci si dovrà rivolgere al mercato fresco. Malgrado ciò però, vi sono quotazioni anche sul lungo periodo a livelli non proprio elevati.

– Bollettini del siero in polvere: notevoli ribassi in particolar modo sul bollettino tedesco, meno consistenti su quello olandese e invariato a prezzi elevati su quello francese.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in aumento per l’Emmentaler a 4,49 €/kg, in calo per l’Edamer 3,07 €/kg e il Gouda a 3,08 €/kg, e stabili per il Cheddar a 3,11 €/kg.

In Italia, stabili le quotazioni dei formaggi DOP, tranne la voce del Grana Padano riserva in aumento a Milano e Cremona.

 

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import/export dell’Unione Europea.

    Week 29   Week 28   Week 27   Week 26
       
BURRO (D)   3,55 – 3,85   3,65 – 3,85   3,65 – 3,85   3,65 – 3,85
BURRO (F)   3,80   3,80   3,90   3,95
BURRO (NL)   3,58   3,60   3,63   3,68
SMP USO ALIMENTARE (D)   2000 – 2150   2000 – 2150   2000 – 2150   2050 – 2150
SMP USO ALIMENTARE (F)   2150   2150   2150   2100
SMP USO ALIMENTARE (NL)   2070   2040   2030   2040
SMP USO ZOOTECNICO (D)   1880 – 1900   1870 – 1890   1870 – 1890   1870 – 1900
SMP USO ZOOTECNICO (NL)   1890   1860   1860   1870
WMP (D)   2820 – 2920   2850 – 2950   2850 – 2950   2900 – 2980
WMP (F)   3000   3100   3040   3040
WMP (NL)   2740   2740   2740   2760
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D)   780-850   820-870   850-900   860-920
         
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D)   550-600   600-650   640-670   660-690
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F)   680   680   680   700
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL)   630   650   670   670

 

Esportazioni UE

Continua anche a maggio il boom delle esportazioni di SMP, +26,1% rispetto al maggio 2018 e +32,3% genn-magg’19/genn-magg’18. Dato che la produzione europea di SMP nel 2019 è rimasta stabile, l’aumento dell’export è dovuto principalmente alla disponibilità di merce ex intervento a prezzi accessibili. Nel 2019, le principali destinazioni sono: Cina (12,4%), Algeria (9,7%; -38%), Indonesia (9,5%), Filippine (8,5%), Egitto (6,6%), Malesia (5,1%) e Arabia Saudita (4,3%). Inoltre, il Messico ha importato +3.986% di SMP europeo rispetto ai primi 5 mesi del 2018.

A maggio, le esportazioni di burro sono aumentate del 47% rispetto al maggio 2018, grazie soprattutto ai suoi prezzi competitivi sul mercato mondiale. La maggior parte del burro comunitario viene spedito negli Stati Uniti (22,2%), in Giappone (7%) e in Cina (6%).

Le esportazioni di siero di latte in polvere sono diminuite dell’1,6% magg.’19/magg.’18 e del 4,9% genn-magg’19/genn-magg’18, ma il calo non sembra legato alla peste suina cinese dato che l’export verso la Cina è stabile. Pare che la UE stia affrontando la concorrenza del siero in polvere statunitense nel Sud-est asiatico, poiché nel 2019 le esportazioni verso Indonesia, Malesia, Vietnam e Nuova Zelanda sono diminuite in modo significativo.

Le esportazioni di formaggio sono calate del 2,2% magg.’19/magg.’18 ma sono aumentate del 1,7% genn-magg’19/genn-magg’18. Nello specifico, sono cresciute verso le principali destinazioni, USA (14,9%), Giappone (12,8%) e Svizzera (7,4%), ma sono diminuite verso Arabia Saudita, Corea del Sud, Libano, Cile e Emirati Arabi Uniti.

L’export di WMP continua a diminuire verso quasi tutte le principali destinazioni (Oman, Cina, Libano, Nigeria, Arabia Saudita, Singapore, Emirati Arabi Uniti), è salito sono quello verso Cuba e l’Angola. Nel complesso, a maggio è calato del 20,4% rispetto a maggio 2018, mentre nei primi cinque mesi del 2019 sono diminuite del 24,1% rispetto allo stesso periodo 2018.

Le altre esportazioni magg.’19/magg.’18 sono state: butteroil -22,1%, lattosio +2,8%, latte artificiale +1,9%, caseina/ati +8,4%, latte liquido +7,5%.

Importazioni UE

La UE a maggio ha importato il 9,2% in meno di caseine/ati rispetto al maggio 2018, ma nei primi cinque mesi del 2019 il 21,9% in più rispetto allo stesso periodo 2018. Le principali origini sono Nuova Zelanda (71,1%), Ucraina (19,8%) e Bielorussia (4,2%).

Le importazioni di burro e formaggio sono aumentate entrambe magg.’19/magg.’18, rispettivamente +19,3% e +8,8%, e anche nel periodo genn-magg’19/genn-magg’18, rispettivamente +26,6% e +5,3%.

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI