ANALISI DI ASSOCASEARI: IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 16 – 22 MARZO 2019

ANALISI DI ASSOCASEARI: IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Se non fosse stato per la crema, sarebbe stata una settimana abbastanza calma. La crema, che la settimana scorsa si trattava a circa 1,90 €/kg, già questo mercoledì aveva offerte intorno a 2,05 €/kg e giovedì si parlava di 2,10 €/kg e oltre. Però già giovedì sera e venerdì mattina c’era qualche latteria che essendo rimasta col cerino in mano accettava prezzi a livelli inferiori. In genere, quando ci sono aumenti così repentini, un po’ di speculazione ci mette lo zampino.

Attenzione, però, che la Pasqua si sta avvicinando, e con lei la stagione di fragole, asparagi, gelati e mozzarelle; inoltre, il burro neozelandese costa quasi come il nostro e le esportazioni sono ripartite (cosa che non avveniva da mesi).

Il latte crudo è un po’ risalito e questa settimana viene offerto a 0,39 €/kg reso Nord Italia, lo scremato viene offerto a 0,16 €/kg.

Anche in Italia comincia a farsi sentire, un po’ per riflesso, un po’ per bisogno, l’aumento della domanda di materia grassa. Ci sono state vendite anche a prezzi superiori 2,06 €/kg partenza. Latte crudo sempre trattato intorno a 0,42 €/kg partenza e lo scremato a 0,22 €/kg sempre partenza.

– L’eccitazione che c’è nella crema, non si sente nei bollettini del burro, con Kempten rimasto invariato a 4,00 e 4,20 €/kg, l’Olanda anche lei invariata a 4,07 €/kg e addirittura un leggero assestamento al ribasso della Francia che da 4,13 €/kg si porta a 4,10€/kg.

Se però i bollettini sono così tranquilli, molto meno lo sono gli operatori, molti dei quali si scusano ma con un andamento tale della crema non se la sentono di fare prezzi per il burro.

Qualcuno osa offrire il polacco a 4,20 €/kg, e dire che dieci giorni fa veniva offerto a 3,85 €/kg.

–  Bollettini del latte in polvere scremato in ribasso, sia in Germania che in Olanda, stabili in Francia.

In Germania e Olanda WMP invariato, che invece è in ribasso in Francia.

Qualche grossa latteria del Nord Germania ha dei seri problemi a rispettare le consegne del prodotto, essendosi impegnata a pagare prezzi  intorno a 0,32 €/kg partenza, un tempo un prezzo di tutto rispetto soprattutto per il Nord Germania, mentre latterie concorrenti limitrofe hanno pagato dei prezzi superiori.

All’asta di martedì 19 marzo, la 34esima, su 1.384 Tons disponibili, aggiudicate 244 Tons a un prezzo minimo di 1.641 €/Tons, 0,10 €/Tons in più rispetto al mese scorso. Per la prossima aggiudicazione, che si terrà il 16 aprile, restano disponibili 1.140 Tons. Sembra che queste ultime tonnellate non le voglia nessuno.

Siero in polvere: tranne l’Olanda che segna stabile, Germania e Francia sono in ribasso. Solo la Germania segna un rialzo per il siero alimentare. Gli operatori si lamentano della scarsità degli scambi ma anche del fatto che qualche speculatore abbia giocato al rialzo, che poi invece non c’è stato.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in aumento per l’Emmentaler a 4,67€/kg e stabili per il Cheddar a 3,27 €/kg, il Gouda a 3,07 €/kg e per l’Edamer a 3,04 €/kg.

In Italia, stabili le quotazioni dei formaggi DOP, tranne un aumento per il Pecorino Romano a Milano.

 

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sulla produzione lattiero-casearia nella UE e nel mondo.

Week 12 Week 11 Week 10 Week 9
BURRO (D) 4,00 – 4,20 4,00 – 4,20 4,05 – 4,30 4,05 – 4,30
BURRO (F) 4,10 4,13 4,25 4,50
BURRO (NL) 4,07 4,07 4,07 4,10
SMP USO ALIMENTARE (D) 1880 – 2020 1900 – 2050 1925 – 2025 1925 – 2025
SMP USO ALIMENTARE (F) 1960 1960 2000 2000
SMP USO ALIMENTARE (NL) 1950 1970 1970 1970
SMP USO ZOOTECNICO (D) 1700 – 1720 1720 – 1740 1720 – 1740 1730 – 1750
SMP USO ZOOTECNICO (NL) 1730 1750 1750 1770
WMP (D) 2760 – 2880 2760 – 2880 2780 – 2880 2830 – 2930
WMP (F) 2920 2950 2950 3000
WMP (NL) 3020 3020 3000 2950
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D) 900-1000 880-980 890-960 900-980
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D) 760-790 780 800 780 800 790 810
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F) 780 800 800 820
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL) 790 790 800 810

 

Produzione lattiero-casearia UE

A gennaio, la produzione di latte nella UE è rimasta al di sotto dei livelli dello stesso mese del 2018, -1,4%. Si tratta del calo più forte registrato dal febbraio 2017. Tuttavia, il contenuto di grasso e di proteine sembra essersi stabilizzato, dopo essere tornato quasi al livello dell’inizio 2018.

La produzione di Olanda, Francia, Germania e Italia è calata rispettivamente del 5,1%, 2,9%, 2,1% e 2,%, mentre quella di Polonia, Regno Unito e Irlanda è cresciuta rispettivamente di 3,2%, 1,7% e 0,6% genn.’19/genn.’18. Tuttavia, i prezzi del latte a gennaio sono rimasti stabili e pari a 0,35 €/kg. Dati recenti suggeriscono che la produzione di latte nella UE potrebbe riprendere con l’inizio della primavera.

Con meno latte disponibile, la produzione della maggior parte dei prodotti lattiero-caseari è diminuita. La produzione di formaggio, che assorbe circa il 40% del latte europeo, è diminuita dell’1% genn.’19/genn.’18; il calo si è registrato soprattutto in Danimarca (-9,5%), Paesi Bassi (-10,7%), Francia (-1%) e Regno Unito (-2,8%).

A gennaio, la produzione di burro è diminuita del 1,9% rispetto al gennaio 2018, nonostante un aumento registrato nel Regno Unito (+3%) e in Polonia (+4,9%). Anche la produzione di SMP, strettamente correlata a quella del burro, è diminuita considerevolmente (-8,5% genn.’19/genn.’18), nonostante l’aumento registrato in Polonia e nel Regno Unito, rispettivamente +18% e +16,3%.

La produzione di WMP continua a diminuire; a gennaio è calata del 6,5% rispetto al gennaio 2018, dopo una perdita del 5,3% 2018/2017. Nonostante la domanda interna sia soddisfacente, il WMP europeo non è competitivo a livello mondiale e di conseguenza le esportazioni sono difficili.

La produzione di altri prodotti lattiero-caseari comunitari a gennaio, rispetto allo stesso mese 2018, sono state: latte fermentato +2,4%, latte alimentare -1%, latte concentrato +8%, panna per il consumo diretto +1,3%.

Produzione lattiero-casearia mondiale

A livello mondiale, all’inizio del 2019 è stato raccolto un po’ meno latte.

A febbraio, la produzione di latte negli Stati Uniti è aumentata solo dello 0,2% rispetto al febbraio 2018 (a causa anche del clima rigido in alcune delle principali regioni produttrici), il che rappresenta il tasso di crescita più basso degli ultimi 3 anni.

Per quanto riguarda il Sud America, l’ offerta di materia grassa è inferiore alla domanda. A gennaio, la produzione di latte in Uruguay, dopo gli eccezionali aumenti dello scorso anno, è diminuita del 6,2% rispetto al gennaio 2018. Causa del calo è stato il clima molto umido; inoltre, nel primo semestre del 2019 arriverà El Nino, che potrebbe ulteriormente influenzare la produzione di latte.

In Australia, la produzione di latte negli ultimi mesi sembra essere scesa al livello più basso degli ultimi 20 anni e a gennaio è calata dell’11,3% rispetto allo stesso mese 2018. Il motivo principale è la situazione meteorologica molto sfavorevole (caldo estremo). Molti produttori di latte australiani continuano a ridurre le dimensioni delle mandrie per far fronte alla siccità e al fabbisogno idrico.

 

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI