ANALISI DI ASSOCASEARI: IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 2-8 FEBBRAIO 2019

By 8 febbraio 2019Senza categoria

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

–  Fondamentalmente i mercati sembrano tranquilli, però tra gli operatori nessuno è così convinto che questa tranquillità non possa riservare sorprese.

In Germania e in Europa in genere, la raccolta di latte è ancora bassa. In Italia, invece, si comincia a vedere qualche piccolo segnale di ripresa e soprattutto è aumentato considerevolmente il tenore di grasso nel latte. Il latte crudo in Europa viene trattato, a secondo del Paese di origine, tra i 0,37 e i 0,39 €/kg consegnato nord Italia, e lo scremato tra i 0,185 e i 0,19 €/kg. In Italia, scambi che raggiungono in pochi casi i 0,43 €/kg per il crudo e 0,24 €/kg per lo scremato.

La crema all’estero sembra essersi arenata a 1,97 €/kg reso nord Italia. Per la crema nazionale di qualità, invece, raramente si sentono scambia superiori a 1,95 €/kg partenza.

– Dopo il nuovo prezzo del burro della Gdo, notevolmente ribassato rispetto alle consegne del mese precedente, era abbastanza normale attendersi un lieve ribasso di Kempten, che infatti ha fatto segnare un -0,05 € sul minimo, oggi 4,30 €/kg, e un invariato sul massimo, oggi  4,55 €/kg. Difficilmente nel burro ci sono delle differenze tali tra minimo e massimo, ben 0,25 €/kg, Anche l’Olanda cala di € 0,03, portandosi a 4,36 €/kg. La Francia resta invariata a 4,56 €/kg.

Poco interesse sia da parte dei venditori che dei compratori, con quotazioni praticamente invariate rispetto alle settimane precedenti.

–  Sicuramente la molta offerta di latte all’intervento, in gran parte ancora giacente nei magazzini, penalizza i bollettini del latte in polvere per uso zootecnico anche perchè, checchè se ne dica o brighi, si tratta comunque di merce che deve essere forzatamente utilizzata per l’alimentazione degli animali.  Le quotazioni del latte per uso alimentare, invece, si stanno avvicinando ai prezzi reali di mercato ma ancora a debita distanza.

Nel prodotto fresco per uso alimentare ormai vi sono scambi a prezzi superiori ai 2.150 €/Tons reso nord Italia.

Che tristezza questa settimana! Solo 584 Tons di latte in polvere all’intervento aggiudicate sulle 3.600 disponibili. Per fortuna il prezzo ha dato qualche soddisfazione, salendo dai 1.585 €/Tons di due settimane fa ai 1.622 €/Tons all’asta di questa settimana.  Per la prossima asta del 21 febbraio saranno disponibili 3.000 Tons circa.

– Il siero in polvere torna ad avere andamenti piuttosto ondivaghi, con quello zootecnico che dopo due settimane di stabilità è calato in Germania, è stabile in Olanda ed è addirittura aumentato in Francia. Invece, torna a livelli decisamente alti il siero in polvere per uso alimentare sui bollettini tedeschi, anche se con un differenziale tra minimo e massimo di quasi 100 €/Tons.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi stabili per il Cheddar a 3,11 €/kg e l’Edamer a 3,09 €/kg, in aumento per il Gouda a 3,14 €/kg e in calo per l’Emmentaler a 4,41 €/kg.

In Italia, leggeri aumenti soltanto su alcune voci del Parmigiano Reggiano a Modena e a Reggio Emilia, e del Grana Padano a Cremona e a Mantova. A Milano e a Novara, rialzo di € 0,05 per il Gorgonzola.

 

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’export della Nuova Zelanda e l’import del Giappone.

Week 6 Week 5 Week 4 Week 3
BURRO (D) 4,30 – 4,55 4,35 – 4,55 4,40 – 4,60 4,40 – 4,60
BURRO (F) 4,56 4,56 4,54 4,50
BURRO (NL) 4,36 4,39 4,39 4,35
SMP USO ALIMENTARE (D) 1900 – 2000 1880 – 1980 1880 – 1980 1830 – 1930
SMP USO ALIMENTARE (F) 1970 1960 2000 1880
SMP USO ALIMENTARE (NL) 1930 1950 1910 1880
SMP USO ZOOTECNICO (D) 1670 – 1700 1670 – 1700 1670 – 1700 1600 – 1650
SMP USO ZOOTECNICO (NL) 1660 1680 1680 1650
WMP (D) 2850 – 2950 2850 – 2950 2800 – 2900 2750 – 2850
WMP (F) 2860 2780 2780 2750
WMP (NL) 2900 2870 2820 2790
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D) 900-970 890-940 890-940 880-930
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D) 820-840 830-850 830-850 820-850
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F) 830 810 810 790
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL) 840 840 860 830

 

Export  Nuova Zelanda

Negli ultimi mesi, in Nuova Zelanda è stato raccolto molto latte grazie all’aumento dei capi allevati e delle condizioni meteorologiche favorevoli.

Nel 2018, le esportazioni della Nuova Zelanda mostrano un quadro misto rispetto al 2017, con un aumento per il grasso di latte, WMP e lattosio, ma un calo per formaggio, SMP, siero di latte e caseina/ati. In termini di quantità, le esportazioni lattiero-casearie neozelandesi sono cresciute dell’1,5% 2018/2017, mentre in valore (USD) solo dell’1%.

Nel 2018, le esportazioni di WMP sono aumentate del 2,9% rispetto al 2017, ma non hanno raggiunto più i livelli record del 2014; a dicembre hanno registrato addirittura una crescita del 13,2% rispetto a dicembre dello scorso anno. La merce è stata venduta in Cina (il 37%, con un aumento del 9,8%),  Algeria, Emirati Arabi Uniti, Sri Lanka, Bangladesh, Malesia e Tailandia.

Anche le esportazioni di grassi lattieri sono aumentate chiaramente nel 2018: burro +1,8% e butteroil +10,5%. Per quanto riguarda il burro, l’export è stato in crescita da aprile ad ottobre, ma poi poi è rallentato e a dicembre ha registrato un -25,6%. Pare che negli ultimi due mesi dell’anno l’export di butteroil abbia sostituito quelle di burro. La Nuova Zelanda è il principale esportatore di burro al mondo e nel 2018 ha venduto la maggior parte del suo prodotto a Cina (26,8%), Australia (11,3%), Iran (5,5%), Emirati Arabi Uniti (4,7%), Arabia Saudita (4,3%) e Giappone (4,1%).

Le esportazioni di formaggio neozelandese a dicembre sono state piatte (+0,1%) ma nel 2018 sono diminuite del 5,4% rispetto al 2017, nonostante il fatto che la Nuova Zelanda abbia aumentato le proprie capacità produttive e la valorizzazione del prodotto.

Nel 2018, la Nuova Zelanda ha esportato circa il 10% in meno di SMP rispetto al 2017, a causa anche dei prezzi meno competitivi rispetto a UE e USA; a dicembre, tuttavia, c’è stato un aumento dell’1,4%. I quantitativi esportati sono calati verso tutte le principali destinazioni, cioè Cina, Malesia, Filippine, Tailandia, Singapore e Taiwan.

Le altre esportazioni nel 2018, rispetto al 2017, sono state: siero di latte in polvere -9,5%, lattosio + 4,3%, caseina/ati -3,7% .

Import Giappone

Il Giappone è la seconda destinazione del formaggio della UE e i quantitativi potrebbero aumentare ulteriormente nei prossimi anni grazie all’accordo di libero scambio UE-Giappone in vigore dal 1 ° febbraio.  Il 70% delle importazioni di prodotti lattiero-caseari in Giappone è rappresentato dal formaggio.

Nel 2018, il Giappone ha raggiunto un nuovo record, con più di 285.000 Tons, +4,7% rispetto al 2017. Tuttavia, l’import di formaggio è diminuito del 17,1% a dicembre rispetto al dicembre 2017. Le principali origini sono UE (35,5%), l’Australia (21,8%), Nuova Zelanda (21,8%) e Stati Uniti (11,65).

Nel 2018, le importazioni giapponesi di latte scremato in polvere, siero di latte in polvere e lattosio sono calate rispettivamente dell’11%, 4,3% e 0,6% vs. il 2017. A dicembre, rispetto allo stesso mese 2017, le importazioni di SMP e di siero di latte sono diminuite rispettivamente del 40,2% e del 15,1%, mentre quelle di lattosio sono aumentate del +9,2%.

 

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI