ANALISI DI ASSOCASEARI: IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 22 – 28 GIUGNO 2019

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Settimana molto calda, più climaticamente che non sui mercati. Per quanto riguarda i mercati esteri, latte crudo offerto a livelli leggermente inferiori a quelli di settimana scorsa, con però pochissima disponibilità. Latte scremato offerto inizio settimana a 0,25€/kg, ma poi trattato a 0,22/0,24€/kg. La crema, dopo un inizio settimana decisamente al ribasso, con offerte addirittura a 1,74 €/kg, si è poi assestata intorno a 1,78 €/kg. Anche qui poca disponibilità, al punto che se qualcuno avesse bisogno per l’ immediato sarebbe costretto a pagare prezzi esosi assai.

E’ tutta settimana che anche nel Nord Europa le temperature sono molto elevate, in Francia intorno ai 40°C, Olanda e Germania ai 37°C. Ricordiamo, inoltre, che abitazioni e uffici non sono climatizzati e tantomeno attrezzate per queste temperature sono le loro stalle. Sono di conseguenza attesi ulteriori cali di produzione per la settimana prossima.

In Italia, il problema del clima ha comunque i suoi effetti. Ci diceva un amico che se le vacche fino a qualche giorno fa mangiavano tutta la loro razione, ora non più.

Molto bassa la disponibilità di prodotto, sia per quanto riguarda il latte crudo, ormai trattato intorno a 0,455 €/kg partenza, sia per la crema di qualità, per la quale anche questa settimana si ottengono prezzi superiori a quelli del bollettino di Milano. Per quanto riguarda il latte crudo, c’è da dire che sono molte le latterie che malgrado i prezzi alti preferiscono trasformarlo in formaggio piuttosto che venderlo. Anche il latte scremato gode di buona salute, con prezzi addirittura superiori a 0,27 €/kg partenza. Anche in Italia come all’estero sono previsti ulteriori cali di raccolta per la settimana prossima. Inutile aggiungere che il tenore di grasso è estremamente basso.

– Notevole il ribasso dei tre bollettini del burro che prendiamo in considerazione e che, settimana dopo settimana, si stanno adeguando ai prezzi di mercato. L’Olanda batte tutti con un ribasso di € 0,12 portandosi a 3,68 €/kg, che è il prezzo più basso dei tre bollettini. Kempten, diminuito di € 0,10 il prezzo minimo, oggi 3,65 €/kg,  e di € 0,05 il massimo, oggi 3,85 €/kg, con un prezzo medio quindi di 3,75 €/kg. La Francia si è ribassata di € 0,10 ma resta comunque la più alta con 3,95 €/kg.

Per quanto riguarda i mercati, da inizio settimana vi è un leggero riallineamento verso l’alto un po’ per tutte le origini. Sono forse in molti a ritenere che si sia vicini ai prezzi minimi anche se però alcune indiscrezioni di mercato non lasciano pensare così. Fonterra, dopo aver ribassato il burro del 15% nelle ultime due aste, sta contattando tutti i clienti cinesi e del Sud Est Asiatico dicendo di aspettare a comperare perchè a breve offriranno a prezzi molto più bassi rispetto alle quotazioni odierne. In Europa, invece, qualcuna delle grosse cooperative si rende conto di avere giacenze più elevate del previsto e afferma che sarà aggressiva sui mercati europei con le proprie offerte.

–  Nel latte in polvere sia Olanda che Francia segnano ribassi tanto per l’intero che per lo scremato per uso alimentare e zootecnico. La Germania invece segna un leggero rialzo per quanto riguarda lo scremato per uso alimentare, stabili invece gli altri due latti.

Bisogna però dire che sul mercato, forse a causa del rallentamento delle esportazioni soprattutto dei nuovi contratti, vi sono sempre più offerte per spedizione pronta a prezzi di gran lunga più bassi rispetto ad un mese fa. Per quel che riguarda il lungo periodo, le offerte sono ancora un po’ ottimiste da parte dei venditori anche se più caute rispetto a qualche settimana fa.

– Se la settimana scorsa i prezzi stabili di due dei tre bollettini considerati del siero in polvere lasciavano trapelare ottimismo, ci siamo illusi invano visto che questa settimana tutti e tre segnano nuovamente ribassi.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in calo per l’Emmentaler a 4,37 €/kg, stabili per il Cheddar a 3,11 €/kg, in aumento per l’Edamer 3,07 €/kg e il Gouda a 3,09 €/kg.

In Italia, stabili le quotazioni dei formaggi DOP, tranne un aumento per il Provolone Valpadana a Cremona.

 

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import della Cina.

    Week 26   Week 25   Week 24   Week 23
       
BURRO (D)   3,65 – 3,85   3,75 – 3,90   3,80 – 3,95   3,95 – 4,05
BURRO (F)   3,95   4,05   4,05   4,15
BURRO (NL)   3,68   3,80   3,85   3,89
SMP USO ALIMENTARE (D)   2050 – 2150   2000 – 2130   2050 – 2150   2050 – 2170
SMP USO ALIMENTARE (F)   2100   2150   2150   2150
SMP USO ALIMENTARE (NL)   2040   2070   2100   2120
SMP USO ZOOTECNICO (D)   1870 – 1900   1870 – 1900   1870 – 1900   1890 – 1920
SMP USO ZOOTECNICO (NL)   1870   1890   1900   1920
WMP (D)   2900 – 2980   2900 – 2980   2950 – 3000   2980 – 3030
WMP (F)   3040   3100   3100   3050
WMP (NL)   2760   2860   2910   2950
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D)   860-920   860-930   860-920   850-950
         
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D)   660-690   680-710   680-710   680-710
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F)   700   730   740   710
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL)   670   710   710   720

 

Importazioni cinesi

A maggio, l’import cinese di prodotti lattiero-caseari, dopo 4 mesi piuttosto forti, ha subito un rallentamento. Tuttavia, nei primi 5 mesi del 2019, in termini di valore (USD), è aumentato del 15,4% rispetto allo stesso periodo 2018.

Le importazioni del WMP sono aumentate dell’1,5% magg.’19/magg.’18, mentre nei primi 5 mesi del 2019 ben del 29,9% rispetto allo stesso periodo 2018. Quasi tutto il WMP è fornito dalla Nuova Zelanda (96,2%), mentre quantità molto piccole dall’Australia (1,5%) e dalla UE (1,1%).

Anche l’import di latte scremato in polvere è aumentato, +17,7% magg.’19/magg.’18 e +28,7% genn-magg.’19/genn-magg.’18. Nei primi 5 mesi dell’anno, le importazioni sono aumentate da tutte le origini (dalla UE +157%) tranne che dagli Stati Uniti (-93%). In forte crescita anche l’import dalla Bielorussia, +10.649% genn-magg.’19/genn-magg.’18 (4.891 tonnellate rispetto alle 46 tonnellate dello stesso periodo del 2018).

A maggio, le importazioni di siero di latte in polvere erano diminuite quasi del 50% a causa dell’epidemia di febbre suina, mentre nei primi 5 mesi dell’anno del -25,6% rispetto allo stesso periodo 2018. Le principali origini sono UE (44,8%), Stati Uniti (32,8%; -57%) e Bielorussia (8,6%).

La febbre suina ha influenzato anche l’import di lattosio, anch’esso utilizzato nei mangimi per i suini in Cina. Le importazioni cinesi di lattosio sono diminuite del 48,2% magg.’19/magg.’18 e del 19,4% genn-magg.’19/genn-magg.’18. Le principali origini sono gli Stati Uniti (69,8%; -32,5%), la UE (26,1%) e l’Australia (2,6%).

A maggio, le importazioni di burro e di formaggio sono diminuite in modo significativo, rispettivamente -44,1% e -13,1% sul maggio 2018, ma per il formaggio si registra ancora +2,3%  genn-magg.’19/genn-magg.’18.

Le importazioni di latte e panna liquida continuano a salire, rispettivamente +38,9% e +90,3%  magg.’19/magg.’18.

Le altre importazione di maggio sullo stesso mese 2018 sono stati: butteroil -53,7% e infant formula -7,3%.

 

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI