ANALISI DI ASSOCASEARI: IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 23 FEBBRAIO – 1 MARZO 2019

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Che mercato più che mai incomprensibile! Settimana scorsa, la panna era in ripresa e anche sul burro sembrava ci fossero intenzioni bellicose. Questa settimana, sia la panna che il burro sono tornati ai livelli minimi di quest’anno. La crema tedesca è tornata ai livelli di 1,90 €/kg, in qualche caso addirittura inferiori. Il latte crudo abbastanza fermo tra 0,36 e 0,38 €/kg, lo scremato trattato a 0,17 €/kg. Tutto questo malgrado la raccolta resti molto debole.

In Italia la raccolta si sta mediamente riprendendo, in qualche regione di più che in qualche altra.  Latte crudo quotato intorno ai 0,41 €/kg partenza, lo scremato a volte anche sopra i 0,20 €/kg e la crema di qualità trattata sempre a prezzi maggiori rispetto al bollettino, anche se però vi è una domanda molto bassa.

– Dopo la chiusura del contratto del burro impacchettato della Gdo tedesca con il prezzo fissato solo per il mese di marzo a un livello molto più basso rispetto al quello di febbraio, inevitabilmente il bollettino di Kempten ha subito il contraccolpo, con una diminuzione di € 0,15 sul minimo, oggi 4,05 €/kg, e di € 0,10 sul massimo, oggi 4,30 €/kg. Anche l’Olanda ha ribassato ulteriormente il suo listino da 4,17 a 4,10 €/kg. Fantastica la Francia che imperterrita resta a 4,50 €/kg  da ormai tre settimane.

Sul libero mercato, i prezzi che settimana scorsa sembravano dovessero riprendersi, sono invece tornati a livelli estremamente bassi, con il polacco di centrifuga offerto a 4,00 €/kg reso Nord Italia e il markenbutter tedesco a 4,20 €/kg Nord Italia. La domanda sulla spedizione pronta è molto bassa mentre invece c’è interesse da parte dell’industria dolciaria per coprirsi sul lungo, ma in quel caso sono i fornitori che fuggono perchè non hanno la minima idea di che prezzi poter indicare.

–  I bollettini del latte in polvere fanno registrare aumenti per quanto riguarda le voci per l’uso zootecnico, mentre invece in Olanda invariate le altre voci, in Germania addirittura una diminuzione sul latte intero e stabile l’uso alimentare scremato, la Francia invece un rialzo tanto lo scremato quanto l’intero.

Offerte da parte dei fornitori sempre ai livelli della settimana scorsa, ma a causa della bassa raccolta c’è poca disponibilità di merce sul pronto, ma anche poca voglia di fare offerte sul lungo termine.

– Questa settimana andamenti diversi su tutti i bollettini del siero in polvere: invariato sul bollettino tedesco, in diminuzione su quello olandese e in ripresa su quello francese.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi stabili per il Cheddar a 3,21 €/kg, in calo per l’Edamer a 3,05 €/kg, il Gouda a 3,07 €/kg  e in aumento per l’Emmentaler a 4,43€/kg.

In Italia, stabili le quotazioni dei formaggi DOP; si registra soltanto un aumento di € 0,05 del Parmigiano Reggiano meno stagionato a Modena e a Reggio Emilia e e del Grana Padano 9 mesi a Milano.

 

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import della Cina e della Russia.

    Week 9   Week 8   Week 7   Week 6
       
BURRO (D)   4,05 – 4,30   4,20 – 4,40   4,25 – 4,50   4,30 – 4,55
BURRO (F)   4,50   4,50   4,50   4,56
BURRO (NL)   4,10   4,17   4,30   4,36
SMP USO ALIMENTARE (D)   1925 – 2025   1925 – 2025   1875 – 2025   1900 – 2000
SMP USO ALIMENTARE (F)   2000   1970   1970   1970
SMP USO ALIMENTARE (NL)   1970   1970   1930   1930
SMP USO ZOOTECNICO (D)   1730 – 1750   1700 – 1730   1670 – 1700   1670 – 1700
SMP USO ZOOTECNICO (NL)   1770   1710   1660   1660
WMP (D)   2830 – 2930   2875 – 2975   2850 – 2975   2850 – 2950
WMP (F)   3000   2910   2860   2860
WMP (NL)   2950   2950   2900   2900
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D)   900-980   900-980   890-960   900-970
         
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D)   790 810   790 810   800-820   820-840
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F)   820   800   820   830
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL)   810   820   820   840

 

Import Cina

Nonostante le misure di sicurezza applicate alle importazioni neozelandesi in vigore fino al 2024, a gennaio le importazioni cinesi continuano ad essere notevoli, soprattutto per quanto riguarda la crema (+121,5% genn.’19/genn.’18). La Nuova Zelanda è il fornitore n. 1 di crema, seguita dalla Francia (30%).

Le importazioni di burro sono diminuite del 27,4% genn.’19/genn.’18, ma sono risultate superiori rispetto a quelle del gennaio 2017. Al contrario, le importazioni di butteroil sono aumentate del 48,4% genn.’19/genn.’18.

A gennaio, le importazioni cinesi di WMP sono aumentate del 32,1% su base annua e quelle di infant formula del 40,6%. Quest’ultimo ha origine principalmente della UE, con i Paesi Bassi al primo posto e l’Irlanda al terzo.

Import Russia

Nel 2018, le importazioni russe di prodotti lattiero-caseari sono calate del 14,4% in termini di valore (USD) rispetto al 2017.

La Russia è il secondo importatore mondiale di formaggio dopo il Giappone e nel 2018 ha importato il 16,3% in più rispetto al 2017. Ciononostante, i quantitativi sono molto inferiori rispetto al periodo pre-embargo. A dicembre ha importato l’1,5% in meno rispetto allo stesso mese 2017. Le principali origini del formaggio importato sono Bielorussia (84%), Serbia (4,3%) e Argentina (4,3%).

Le importazioni di infant formula sono aumentate del 3,4% nel 2018 rispetto al 2017, anche se a dicembre sono calate dell’11,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Le principali origini sono Svizzera (40,6%), Paesi Bassi (15,3%) e Irlanda (9,9%).

Le altre importazioni russe nel 2018 rispetto al 2017 sono state: burro -12,5%, SMP -30,7%, WMP -47,2%, siero di latte in polvere -51,3%; a dicembre 2018 su dicembre 2017 invece sono state: SMP -17,8%, siero di latte -56,8%, burro +55,7% e WMP +89,9%.

 

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI