ANALISI DI ASSOCASEARI: IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 24 – 30 AGOSTO 2019

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– La seconda metà di agosto è cominciata con un’inversione di tendenza, soprattutto nella crema. Sicuramente i Paesi del Nord Europa sono tornati in ufficio e buyer e casalinghe cominciano a fare il loro lavoro, i primi cercando di capire cosa sia successo sul mercato e in alcuni casi coprendo dei bisogni, le seconde invece riempiendo la dispensa per sfamare la famiglia. Molti imputano la poca disponibilità di crema e il conseguente aumento dei prezzi, con contratti a 1,86 €/kg il mercoledì che poi sono continuati a salire fino a sfiorare 1,90 €/kg consegnato, alle temperature ancora abbastanza elevate che vi sono in Nord Europa. Questo, però, non si registra sul latte crudo che invece ormai da due settimane è fermo a 0,43 €/kg reso Nord Italia. Vi è stato invece un aumento dei prezzi dello scremato che è stato trattato a 0,26-0,27 €/kg reso Nord Italia.

Anche sul mercato nazionale la situazione è piuttosto simile, con il latte crudo trattato intorno a 0,45-0,46 €/kg, la crema di qualità con contratti a 1,94-1,97 €/kg partenza e lo scremato anche in Italia salito molto e trattato a 0,27-0,30 €/kg

– I bollettini europei del burro segnano delle leggere variazioni ma restando fondamentalmente invariati. La Germania registra solo un aumento di € 0,05 sul minimo, oggi 3,50 €/kg, e resta invariato il massimo a 3,65 €/kg. L’Olanda molto prudentemente passa da 3,37 a 3,39 €/kg e la Francia, dopo l’aumento di settimana scorsa, resta invariata a 3,55 €/kg.

Con questi aumenti della crema sono logicamente aumentati i prezzi del burro fresco, che ormai si aggirano tra i 3,58 e i 3,60 €/kg contro i 3,40 €/kg richiesti un mese fa. Quando però si domanda ai vari operatori un’offerta di burro fresco per tutta risposta chiedono “ma non è che preferisci avere del congelato?”.

L’export di burro sembra invece segnare il passo. La sensazione comune è comunque che ormai il burro abbia raggiunto il prezzo minimo e stia già invertendo la tendenza di questi ultimi mesi.

Sembra che il prezzo della GDO tedesca per il mese di settembre sia salito di una decina di centesimi, non abbastanza rispetto all’aumento di mercato ma comunque un segnale.

–  Sul bollettino del latte in polvere tedesco si segnano ribassi per l’uso alimentare, invece dei rialzi per lo zootecnico. Ribasso anche per il latte intero, cosa alquanto strana con la crema che sale. In Olanda invece aumento per tutti i tre tipi di latte. La Francia invece ha ribassato sia l’intero che lo scremato per l’uso alimentare.

Anche l’export di latte, come quello del burro, dopo aver avuto dei mesi molto buoni, segna un ribasso. Le offerte di latte scremato in polvere di qualità per uso alimentare vanno tra i 2.250 e i 2.300 €/Ton consegnato.

– Bollettini del siero in polvere: stabili in Germania e in Olanda, mentre segna un buon aumento quello francese.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in calo per il Gouda a 3,07 €/kg, in aumento per l’Emmentaler a 4,61 €/kg e l’Edamer 3,08 €/kg, stabili per il Cheddar a 3,03 €/kg.

In Italia, stabili le quotazioni dei formaggi DOP.

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import cinese.

    Week 35   Week 34   Week 33   Week 32
       
BURRO (D)   3,50 – 3,65   3,45 – 3,65   3,45 – 3,65   3,45 – 3,65
BURRO (F)   3,55   3,55   3,45   3,65
BURRO (NL)   3,39   3,37   3,37   3,40
SMP USO ALIMENTARE (D)   2050 – 2170   2050 – 2200   2050 – 2200   2050 – 2200
SMP USO ALIMENTARE (F)   2100   2140   2140   2140
SMP USO ALIMENTARE (NL)   2110   2100   2100   2100
SMP USO ZOOTECNICO (D)   1920 – 1940   1910 – 1930   1910 – 1930   1890 – 1910
SMP USO ZOOTECNICO (NL)   1960   1950   1940   1930
WMP (D)   2800 – 2900   2820 – 2920   2820 – 2920   2820 – 2920
WMP (F)   2800   2850   3050   3050
WMP (NL)   2780   2770   2800   2820
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D)   750-850   750-850   770-850   790-870
         
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D)   580-610   580-610   580-610   580-610
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F)   640   620   620   620
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL)   600   600   600   600

 

Import cinese

Nel 2019, l’import cinese di prodotti lattiero-caseari è stato molto forte, +13,9% genn-lug’19/genn-lug’18 in termini di valori (USD). La UE è il principale fornitore della Cina, seguita da Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e Svizzera. L’import dagli Stati Uniti, a causa delle tariffe di ritorsione del 25%, è calato del 55% per il siero di latte, del 92% per l’SMP, del 98% per il WMP, del 30% per il lattosio e del 47% per i formaggi.

Nel periodo gennaio-luglio 2019, le importazioni cinesi di WMP sono aumentate di quasi il 28% e se dovessero continuare a seguire questo trend, potrebbero avvicinarsi ai livelli record del 2013 e 2014. Tuttavia, a luglio si è registrato un rallentamento, +7,1%. Il principale fornitore è la Nuova Zelanda, (94,4%) con un aumento nel 2019 del 32%.

Le importazioni di SMP continuano ad aumentare, +33,7% lug’19/lug’18 e +29,2% genn-lug’19/genn-lug’18. Le principali origini sono Nuova Zelanda (47%), e UE (34%).

I prodotti a valore aggiunto come formaggio e burro hanno registrato una riduzione delle importazioni a luglio (rispettivamente -9,6% e -67%) ma nei primi sette mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2018, sono aumentate per il formaggio, +4,8%, ma calate per il burro e butteroil, -38,9% e -15,9%.

Le importazioni di siero in polvere continuano a essere influenzate dalla guerra commerciale USA-Cina e dall’influenza suina: -12,1% lug’19/lug’18 -26,4% genn-lug’19/genn-lug’18. I due principali fornitori nel 2019 sono la UE (45,5%; -2,6%) e, ancora, gli Stati Uniti (33,5%; -55%). La Bielorussia è riuscita ad aumentare significativamente l’export di siero in polvere in Cina nel 2019 (+296%) e ha ora una quota di mercato dell’8%.

La qualità europea dell’infant formula continua ad essere apprezzata dalla Cina, infatti ne importa circa il 70%. Tuttavia, la Cina punta ad aumentare la produzione interna del 60% in quanto sta crescendo la fiducia dei consumatori per il prodotto cinese.

Le importazioni di lattosio sono diminuite del 21,6% nel 2019 rispetto al 2018 e del 28,1% lug’19/lug’18, anche a causa dell’influenza suina. Tuttavia, nel 2019 la UE ha esportato il 18% in più di lattosio in Cina, a spese degli Stati Uniti (-30,5%) e dell’Australia (-27%).

Le altre importazioni  lug’19/lug’18 sono state: caseina/ati +5,9%, crema +3,9%, butteroil -40,2%, prodotti fermentati +63,8% e WPC -2,3%.

 

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI