ANALISI DI ASSOCASEARI: IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 6-12 LUGLIO 2019

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Temperature sicuramente in calo, anche se di poco nel nord Italia ma di molto nel Nord Europa dove addirittura si registrano i 14°C. Malgrado le vacche non siano delle macchine, già vi sono dei leggeri aumenti della raccolta rispetto alle bollenti settimane precedenti. I prezzi di alcuni prodotti però restano sostenuti: il latte crudo estero con addirittura richieste che questa settimana volteggiavano intorni agli 0,45 €/kg, lo scremato addirittura a 0,27 €/kg ma poi trattato intorno allo 0,24  €/kg. Anche la crema è partita martedì con richieste intorno a 1,80 €/kg, ma già mercoledì sera vi erano venditori disposti a fare 1,74 €/kg.

Sul mercato nazionale, prezzi ancora lievemente in aumento, con il latte crudo che arriva a sfiorare 0,47 €/kg, la crema di qualità che conferma i prezzi del bollettino di Milano e il latte scremato trattato ancora leggermente oltre 0,27 €/kg. I suddetti prezzi sono partenza.

– Bollettino del burro di Kempten rimane “invariatissimo” per la terza settimana consecutiva, confermando i 3,65 €/kg per il minimo e i 3,85 €/kg per il massimo. Leggero calo per il bollettino olandese che perde 0,03 € e da 3,63 €/kg si porta a 3,60 €/kg. Per completezza di informazione riportiamo anche la quotazione francese che è calata di 0,10 € e si porta a 3,80 €/kg posizionandosi poco sopra la media di Kempten.

Sul mercato pochi scambi, con gran parte dei venditori che o non offrono o offrono con prezzi leggermente al rialzo. Questo comportamento stride con le affermazioni degli operatori esteri i quali si dicono tutti molto preoccupati per le grosse quantità di merce stoccata.

–  Bollettino del latte in polvere assolutamente invariato in Germania sia per l’alimentare che per lo zootecnico e l’intero. L’Olanda invece fa segnare un leggerissimo rialzo nell’alimentare, la Francia un notevole rialzo nel latte intero, posizionandosi ben oltre le quotazioni tedesca e olandese.

Offerte al ribasso per le vendite sul breve periodo, invece a livelli decisamente più elevati per il primo trimestre del 2020.

– Bollettini del siero in polvere al ribasso sia in Germania che in Olanda, invece invariato a prezzi estremamente elevati rispetto agli altri Paesi in Francia.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in aumento per l’Emmentaler a 4,44 €/kg, l’Edamer 3,09 €/kg e il Gouda a 3,10 €/kg, e stabili per il Cheddar a 3,11 €/kg.

In Italia, stabili le quotazioni dei formaggi DOP

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import/export degli Stati Uniti

Week 28 Week 27 Week 26 Week 25
BURRO (D) 3,65 – 3,85 3,65 – 3,85 3,65 – 3,85 3,75 – 3,90
BURRO (F) 3,80 3,90 3,95 4,05
BURRO (NL) 3,60 3,63 3,68 3,80
SMP USO ALIMENTARE (D) 2000 – 2150 2000 – 2150 2050 – 2150 2000 – 2130
SMP USO ALIMENTARE (F) 2150 2150 2100 2150
SMP USO ALIMENTARE (NL) 2040 2030 2040 2070
SMP USO ZOOTECNICO (D) 1870 – 1890 1870 – 1890 1870 – 1900 1870 – 1900
SMP USO ZOOTECNICO (NL) 1860 1860 1870 1890
WMP (D) 2850 – 2950 2850 – 2950 2900 – 2980 2900 – 2980
WMP (F) 3100 3040 3040 3100
WMP (NL) 2740 2740 2760 2860
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D) 820-870 850-900 860-920 860-930
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D) 600-650 640-670 660-690 680-710
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F) 680 680 700 730
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL) 650 670 670 710

 

Esportazioni Stati Uniti

Le esportazioni statunitensi a maggio sono state piuttosto deboli a causa delle tariffe di ritorsione cinesi e della peste suina che ha colpito gli allevamenti in Cina. Tuttavia, nei primi cinque mesi del 2019 sono aumentate del 2,4% in termini di valore (USD) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Le esportazioni statunitensi di formaggio sono aumentate dell’11,3% magg.’19/magg.’18 e dell’8,5% genn-magg’19/genn-magg’18. Le principali destinazioni sono il Messico (23,6%), la Corea del Sud (20,1%), il Giappone (12%), l’Australia (5,6%) e l’Arabia Saudita (2,9%).

Le esportazioni di SMP continuano a diminuire, facendo segnare -8,6% magg.’19/magg.’18 e -13,3% genn-magg’19/genn-magg’18. Circa la metà dell’SMP statunitense va in Messico, ma anche i mercati del Sud-est asiatico (Filippine, Indonesia, Vietnam e Malesia) sono molto importanti.

L’export di siero di latte è calato di quasi un terzo magg.’19/magg.’18 e del 31% genn-magg’19/genn-magg’18. La principale destinazione resta la Cina (23,7%) anche se le esportazioni nel 2019 sono diminuite del 63,5%. Pare che gli Stati Uniti stiano cercando di inviare più siero di latte verso la Nuova Zelanda e i Paesi del Sud-est asiatico, come le Filippine, l’Indonesia, la Corea del Sud e la Thailandia.

Gli Stati Uniti hanno esportato a maggio il 31,2% in meno di lattosio rispetto al maggio dell’anno scorso, calo simile a quello dei primi cinque mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo 2018. I principali mercati del lattosio USA sono la Cina (17%; -33,7% nel 2019), il Messico (15,6%), la Nuova Zelanda (14,5%) e il Giappone (11,3%).

Le altre esportazioni statunitensi magg.’19/magg.’18 sono state: burro -48,6%, butteroil +48,7%, WMP -35,7%.

Importazioni Stati Uniti

Negli Stati Uniti a maggio il prezzo del burro è stato il più alto a livello mondiale, il che ha favorito l’import di burro più economico, facendo segnare un aumento del 106% magg.’19/magg.’18 e del 62,2% genn-magg’19/genn-magg’18. Le origini sono UE (71% circa), Nuova Zelanda (16,7%) e Australia (9,4%) e le quantità importate nel 2019 sono aumentate rispettivamente del  33%, 303,6% e 1.362%.

A maggio gli Stati Uniti hanno importato il 3,6% in meno di formaggio rispetto al maggio 2018, ma nei primi cinque mesi dell’anno l’1% in più rispetto allo stesso periodo 2018. Le principali origini sono UE (75,6%), Svizzera (5,3%), Norvegia (4,3%), Nicaragua (3,5%) e Canada (2,6%).

Le altre importazioni statunitensi magg.’19/magg.’18 sono state: butteroil -8,3%, siero di latte in polvere -3,3%, caseina/ati +3,2%.

Ci permettiamo di ricordare che questi dati sono passibili di grosse variazione a seconda delle più o meno belligeranti intenzioni di “the Donald”.

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI