DOP: UNA QUESTIONE DI DIOTTRIE

Questa fotografia riesce, da sola, a raccontare la strategia di fondo che supporta la promozione nel mondo dei prodotti tipici alimentari italiani.

Innanzi tutto, va notata la bandiera gialla con la vanga spigata, simbolo della maggiore confederazione agricola nazionale in mezzo a due bandiere nazionali: il primo obbiettivo è difendere il “made in Italy”!  Cultura, sapienza, tradizione, qualità, mica come i tentativi di imitazione che i formaggi italiani  vantano manco fossero la settimana enigmistica.
E poi, vuoi mettere la difesa delle piccole produzioni di nicchia? Ammantate di qualità intesa come “artigianale”, “piccolo”, “tradizionale”, “bucolico”. Non fa una grinza!

Non parliamo, poi, di quanto sia importante sostenere il “km zero”, la “filiera corta” avvicinando produttore e consumatore, nel mercatino di quartiere, che fa tanto chic andarci in bicicletta, delle cittadine di provincia che, si sa, sono circondate da grandi campagne; mica come le grandi popolose città dove, al massimo, si coltiva il vasetto col basilico sul davanzale della cucina.

Ed infine, l’”innovazione”, l’utilizzo di ingredienti nuovi per produzioni innovative: Grana di capra, Taleggio di bufala, Gorgonzola di capra; meraviglioso elogio alla creatività, alla fantasia, alle capacità lessicali, non come il “parmesan”, o il “reggianito”.

Epperò sovviene un dubbio: davvero si può usare il termine “Grana” disgiunto da “Padano” e aggiunto a “capra”, o si fa peccato? O non si potrebbe, in termini generali, ma, alla fine, si chiude un occhio perché le finalità viste sopra, sono condivisibili? In fondo, poi, la manifestazione è piccolina e dura solo qualche giorno poi, passato il Santo (o la Madonna, in questo caso), finita la festa.

Un po’ di relativismo non ha mai ucciso nessuno: oggi va bene così, domani vediamo.

Eppoi, in fondo, la globalizzazione, l’accesso ai mercati, la profilazione dei consumatori, la segmentazione dell’offerta, l’innovazione di prodotto, quella di processo, le nuove tecnologie sono tutti fatti sostanzialmente esoterici, mica imprenditoriali. Nella vita vera è sufficiente una bandiera che garrisca al vento che possa raccontare una storia bella per il tempo della sventolata.

A chi interessa sviluppare oggi una visione a trent’anni (copyright Paolo Barilla – Assemblea annuale Confcooperative – Roma, 27 giugno 2018) del settore agroalimentare italiano verso la quale declinare opportune politiche di sviluppo?