IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 1-7 Maggio 2021

– Sul mercato nazionale, grazie ad una domanda leggermente crescente, i prezzi del latte crudo si stanno un po’ riprendendo con contratti fatti tra 0,32 e 0,33 €/kg. Per quanto riguarda la crema nazionale di qualità, non vi è offerta ma neanche domanda e la poca venduta viene trattata tra 1,84 e 1,88 €/kg. Lo scremato invece tra 0,18 e 0,19 €/kg. I suddetti prezzi si intendono partenza.
Sui mercati esteri, sul latte crudo si possono trovare offerte anche a prezzi inferiori rispetto a settimana scorsa, ma comunque sempre troppo care rispetto alla merce nazionale. Tutt’altro andamento ha la crema, con richieste che durante la settimana hanno oscillato introno a 1,96 €/kg. Anche lo scremato è cresciuto di qualcosa rispetto alla settimana scorsa con offerte tra 0,19 e 0,21 €/kg. I suddetti prezzi si intendono franco arrivo Nord Italia.

– Per quasi tutta la settimana, Kempten ha voluto forse dare un segnale ribassando il burro di € 0,05 il minimo, oggi 3,85 €/kg, e di € 0,10 il massimo che va a 3,95 €/kg. L’Olanda, invariata, conferma il 3,92 €/kg. Anche la Francia imperterrita conferma per la quinta settimana il 4,23 €/kg. La media di questa settimana dei tre bollettini che prendiamo in considerazione è 4,017 €/Kg. I bollettini olandese e tedesco questa volta sono abbastanza allineati al mercato. Sul mercato ci sono i polacchi che hanno voglia di vendere, anche se però non vi è una grossa domanda. Offerte intorno a 3,75 €/kg per la merce polacca e a 4,00 €/kg per quella tedesca.
Da venerdì mattina, però, sembra che il burro abbia preso un andamento completamente diverso e stia seguendo la crescita che abbiamo notato nella crema.
Le indicazioni parlano di burro polacco offerto nuovamente a 3,95 €/kg, burro tedesco oltre i 4,10 €/kg e burro di siero a 3,80 €/kg.
Sarà nostra cura tenervi informati, nel corso di questa settimana, degli ulteriori sviluppi di mercato

– Lascia perplessi come il Global Dairy Trade abbia ripercussioni sul mercato comunitario solo quando sale e non venga assolutamente considerato quando ha il segno meno. Ecco che dopo martedì il latte in polvere è stato trattato a prezzi un po’ in crescita e il mercoledì subito la Germania ha aumentato l’intero e lo scremato sia alimentare che zootecnico. L’Olanda ha aumentato lo scremato sia alimentare che zootecnico. L’unica rimasta invariata è la Francia. I venditori dopo l’aumento dei mercuriali hanno immediatamente adeguato i prezzi di offerta che ormai hanno superato di poco i 2.700 €/Ton.

– Siero in polvere: questa settimana aumenta sul bollettino olandese e francese e resta invariato su quello tedesco.
– I bollettini italiani dei formaggi segnano un calo per il Parmigiano Reggiano a Milano e a Modena solo la voce dello stagionato 12 mesi, e a Mantova tutte le voci. A Brescia, in aumento le voci del Grana Padano più stagionato e in calo quelle del meno stagionato. Quotazioni medie UE in aumento per il Gouda e l’Edamer, entrambi a 3,18 €/kg, in calo per l’Emmentaler a 4,85 €/kg e stabili per il Cheddar a 3,10 €/kg.

NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.

Import/export Nord America marzo 2021

Nonostante le difficoltà logistiche, a marzo le esportazioni statunitensi sono aumentate con tassi di crescita a due cifre per tutte le principali materie prime. La Cina è il motore chiave di questa tendenza al rialzo, seguita dal Sud-Est Asiatico e dal Messico. Anche il dati del primo trimestre 2021 sono positivi, soprattutto per il siero e l’SMP.

Le esportazioni di SMP sono aumentate per il secondo mese consecutivo, +37% mar.’21/mar.’20. Tutte le principali destinazioni hanno aumentato i quantitativi acquistati a marzo dagli USA tranne l’Indonesia, mentre nel primo trimestre 2021 la Cina ha registrato un incremento sostanziale (da 403 Tons nel 2020 a 9710 Tons nel 2021) e i Paesi MENA hanno più che raddoppiato i volumi. La domanda cinese assorbe anche gran parte del siero statunitense, sempre più in crescita (+31% mar.’21/mar.’20).

Dopo cinque mesi di calo, le esportazioni degli Stati Uniti di formaggio sono aumentate del 10% mar.’21/mar.’20, grazie alle maggiori spedizioni verso quasi tutte le principali destinazioni, incluso il Messico (+11% mar.’21/mar.’20) che hanno quasi compensato il calo dei primi due mesi dell’anno. L’export di burro è in continua forte crescita, +170% mar.’21/mar.’20 e +118% genn-mar.’21/genn-mar.’20, soprattutto grazie all’aumento della domanda dei Paesi MENA, Egitto e Arabia Saudita.

Per quanto riguarda le importazioni statunitensi, l’Australia è la principale dell’aumento per il formaggio, migliorando i volumi cumulativi per il primo trimestre che restano, però, ancora sotto dei livelli del 2020 (-2% genn-mar.’21/genn-mar.’20). I volumi di burro importati sono aumentati notevolmente, +119% mar.’21/mar.’20 e +41% genn-mar.’21/genn-mar.’20.
Le esportazioni canadesi di siero sono cresciute per il secondo mese consecutivo, grazie alla forte domanda del sud-est asiatico, in particolare del Vietnam. L’export di SMP continua a calare, con perdite significative registrate nella principale destinazione, i Paesi MENA (-66% genn-mar.’21/genn-mar.’20). Relativamente alle importazioni, il formaggio continua a crescere, con merce di origine UE in aumento (+23% genn-mar.’21/genn-mar.’20).

Emanuela Denti & Lorenzo Petrilli
Assocaseari

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