IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 11-17 Settembre 2021

By 20 settembre 2021Dairy, lattierocaseari, Mercato

Settimana leggermente più calma della precedente.

– All’estero, quello che tira sempre è il latte crudo, difficile da trovarsi anche pagando 0,48 €/kg in Francia e 0,49 €/kg in Germania. Lo scremato a 0,27 €/kg ma anche lì poca disponibilità. Un po’ più di disponibilità rispetto alle settimane precedenti per la crema: divertente la giornata di mercoledì che apre con prezzi che vanno da 2,33 €/kg a 2,38 €/kg, già all’ora di pranzo anche i più esosi si sono allineati ai 2,30 €/kg. Venditori che hanno voglia di vendere ma non sotto la soglia dei 2,30 €/kg, ricordiamoci che cambiare di decina quando il mercato cala ha sempre un piccolo effetto traumatico. Freddezza da parte dei compratori che visto l’andazzo tengono duro. Staremo a vedere chi la vincerà. I suddetti prezzi si intendono franco arrivo Nord Italia con un costo di trasporto che incide tra 5 e 10 €/Ton.
Sul mercato nazionale, questa settimana sembra esservi più fiacca della scorsa, forse anche perchè, malgrado alcuni caseifici abbiano ricominciato a produrre, di latte crudo ce n’è ancora in abbondanza, trattato ancora ai livelli di settimana scorsa, poi logicamente c’è sempre chi spunta un po’ di meno e che ottiene un po’ di più. Questa settimana, l’interesse da parte di alcuni operatori a mandare il latte a Nord delle Alpi è sempre più evidente. Lo scremato anche questa settimana vale un po’ più dello straniero perchè lo 0,27 €/kg anzichè essere arrivo è partenza. Stessa cosa per la crema nazionale di qualità che, grazie ai livelli dei mercati esteri, viene pagata 6 sopra il bollettino. I suddetti prezzi si intendono franco partenza.

– Diamoci un po’ di arie. Essendo il bollettino di Milano il primo della settimana, potremmo dire che forse per la prima volta abbiamo dato l’esempio per il burro poi seguito dagli altri. Kempten aumenta di € 0,10 il massimo, oggi 4,20 €/kg, e lascia invariato il minimo a 4,05 €/kg, ottenendo un prezzo medio di 4,125 €/kg, rimanendo ancora al di sotto del prezzo pagato dalla GDO tedesca. L’Olanda aumenta di € 0,09 e diventa 4,12 €/kg. La Francia, dopo mesi, è la più bassa avendo confermato i 4,10 €/kg. La media a tre di questa settimana è 4,115 €/kg.
Sul mercato si continuano a vedere offerte con prezzi ben al di sopra delle quotazioni dei bollettini. Resta in tensione il burro da pasticceria che un po’ avverte la poca disponibilità di materia grassa e un po’ l’assenza di Corman, il cui stabilimento è ancora in riparazione per i danni subiti dall’alluvione. Il risultato è che la caccia alla merce è più aperta che mai.

– Il latte in polvere anche questa settimana ha tutte le freccette verdi, sia per lo scremato alimentare che per lo zootecnico, tranne per l’intero tedesco che però era aumentato di molto.
Per quel che riguarda le offerte su ottobre e dicembre vi è unanimità di pensiero offrendo tutti, centesimo più centesimo meno, allo stesso livello. Le cose si fanno interessanti se invece si comincia a parlare del primo trimestre del 2022 con offerte che variano di centinaia di euro da operatore a operatore.

– Siero: anche qui la Germania fa eccezione, con l’unica freccetta gialla per l’alimentare mentre invece le rimanenti sono tutte verdi.
Questa settimana, di fremette rosse neanche l’ombra

– I bollettini nazionali dei formaggi segnano un calo delle quotazioni delle voci del Grana Padano stagionato a Milano, Cremona e Mantova, mentre a Verona aumentano quelle del “fuori sale” e dello stagionato 15 e 20 mesi. Ancora in aumento le quotazioni del Pecorino Romano a Milano.
Le quotazioni medie europee dei formaggi segnano una freccetta verde al rialzo per il Gouda a 3,34 €/kg, l’Edamer a 3,32 €/kg e il Cheddar a 3,26 €/kg, mentre resta invariato l’Emmentaler a 4,90 €/kg.

NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import/export del Regno Unito e dell’India.

Import/export Gran Bretagna Luglio 2021

A luglio, le importazioni del Regno Unito non hanno registrato grandi variazioni, tranne una grande crescita dell’infant formula (+290% lug.’21/lug.’20). Il calo dell’import di formaggio sembra essersi stabilizzato intorno al 20% da marzo; i principali fornitori in difficoltà sono Irlanda, Germania e Paesi Bassi, mentre in recupero vi sono Belgio (+66% genn-lug’21/genn-lug’20), Polonia (+26% genn-lug’21/genn-lug’20) e Svezia (+111% genn-lug’21/genn-lug’20).

A confronto con un luglio 2020 debole, le esportazioni di quasi tutte le materie prime sono aumentate a luglio, migliorando il quadro da inizio anno che rimane tuttavia negativo.

I volumi di latte crudo hanno registrato un forte calo a luglio, -35% lug.’21/lug.’20, portando i primi sette mesi dell’anno combinati in negativo per la prima volta nel 2021 (-2% genn-lug’21/genn-lug’20). Le esportazioni di formaggio verso la UE, nonostante un altro calo a luglio, continuano a migliorare gradualmente (-29% genn-lug’21/genn-lug’20), soprattutto grazie alle spedizioni verso il Belgio (+278% genn-lug’21/genn-lug’20), mentre i volumi verso gli altri Stati membri rimangono significativamente al di sotto livelli pre-Brexit. Il Belgio è diventata la seconda destinazione del Regno Unito dopo l’Irlanda. Continua a crescere l’export di formaggio negli Stati Uniti, in aumento ogni mese da febbraio (+50% genn-lug’21/genn-lug’20).

Emanuela Denti & Lorenzo Petrilli
ASSOCASEARI

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