IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 12-18 Giugno 2021

Sul mercato nazionale, questa settimana tutto sommato i prezzi non fanno follie

Forse un leggero aumento del latte crudo che comunque oscilla tra 0,375 e 0,38 €/kg franco partenza. 
Crema nazionale di qualità con un inizio settimana un po’ più allegro e prezzi intorno a bollettino+, entusiasmo che è andato scemando negli ultimi giorni della settimana con offerte a 2,00 €/kg franco partenza. Poca o nulla l’offerta di latte scremato ma altrettanto poca o nulla la domanda.
All’estero invece, la Germania ha aumentato i prezzi del latte crudo portandoli a 0,40-0,41 €/kg e poi trattato a 0,39 €/kg franco arrivo Nord Italia. La crema invece ha avuto una settimana con andamento opposto a quella nazionale, partita con offerte a 1,92-1,93 €/kg e poi diventate 1,98 €/kg giovedì mattina e addirittura a 2,00 €/kg giovedì sera e venerdì. All’estero, come in Italia, latte scremato a prezzi fondamentalmente invariati; basse sia l’offerta che la domanda. I suddetti prezzi si intendono franco arrivo Nord Italia con un costo di trasporto che incide tra 5 e 10 €/Ton.

I bollettini del burro seguono l’andamento di settimana scorsa, con un ribasso dell’Olanda di € 0,10 che si porta a 4,00 €/kg, e una diminuzione della Germania di € 0,07 sia sul minimo che sul massimo, rispettivamente a 3,93 €/kg e 4,00 €/kg. Stabile le Francia a 4,34 €/kg. Su consiglio di qualche amico, proveremo a darvi due medie, quella a tre includendo la Francia e quella a due lasciandola sui picchi delle Alpi. Se la media a tre è di 4,102 €/kg, quella a due è di 3,983 €/kg. Inutile dire che gli 0,34 €/kg in più rispetto alla quotazione olandese, e gli 0,375 €/kg rispetto alla media di Kempten, si fanno sentire.
Sul mercato sembra essere poca la domanda, con gran parte dei trasformatori coperti per i prossimi due mesi e quelli non coperti che stanno alla finestra sperando in condizioni di mercato un po’ più favorevoli. Chi continua imperterrito ad usare burro è quasi solo la Germania che approfittando del caldo griglia qualunque cosa che poi aromatizza con burro con o senza erbe. Offerte a 3,85 €/kg per la merce polacca e anche qualche offerta di burro tedesco a prezzi non molto più alti.

Latte in polvere: sui listini dello scremato, alimentare e zootecnico c’è poco da dire poiché ribassano in tutti e tre i Paesi, restando con medie abbastanza simili. Sull’intero, invece, quelli di Germania e Francia restano invariati, in aumento invece l’Olanda che resta comunque a livelli notevolmente più bassi rispetto ai primi due.
Sul mercato reale, non vi sono cambiamenti degni di nota rispetto a settimana scorsa così come non vi sono cambiamenti degni di nota tra i venditori esosi e quelli un po’ più con i piedi per terra, con comunque un prezzo medio intorno a 2.700 €/Ton arrivo Nord Italia.
Anche per il mercato del latte in polvere vale quanto detto per il burro, copertura per un massimo di due mesi per qualche utilizzatore e di altri alla finestra visto che anche le quotazioni del latte in polvere, come quelle del burro, sono mediamente elevate.

Bollettini del siero fondamentalmente stabili se non per un leggero ribasso per l’uso alimentare in Germania.

I bollettini nazionali dei formaggi questa settimana hanno registrato solamente un aumento delle voci del Parmigiano Reggiano più stagionato a Modena.
Quotazioni medie UE in aumento per il Cheddar a 3,13 €/kg, stabili per l’Emmentaler a 4,82 €/kg, il Gouda a 3,29 €/kg e l’Edamer a 3,26 €/kg.

NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.

Import/export UE aprile 2021

Dopo due mesi di aumento, in aprile le esportazioni UE sono calate significativamente per quasi tutte le principali materie prime. Il primo quadrimestre è ancora leggermente positivo ma con numeri insoddisfacenti. Il Regno Unito e in misura minore i Paesi MENA (Algeria, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) sono i responsabili di questo calo, mentre è in forte crescita la domanda di Cina, Indonesia e Libia.

Le esportazioni di formaggio sono diminuite del 10% apr.’21/apr.’20, principalmente a causa del calo delle spedizioni verso il Regno Unito (-60% apr.’21/apr.’20). Ciò potrebbe essere legato all’aumento della domanda britannica a marzo in quanto era prevista l’introduzione dei certificati veterinari dal 1° aprile (poi posticipata al 1° ottobre 2021). Le spedizioni verso gli Stati Uniti, invece, sono tornati ai livelli dell’aprile 2019, grazie alla sospensione dei dazi. I dati del primo quadrimestre 2021 mostrano continue frenate delle esportazioni verso il Regno Unito, ma forti aumenti verso altre regioni.

L’export di burro è continuato a diminuire nel 2021. Mentre la domanda cinese è in crescita, quella dei Paesi MENA e del Regno Unito sono calate rispettivamente del 46% e del 56% genn-apr’21/genn-apr’20. I volumi spediti verso gli Stati Uniti, la principale destinazione, rimangono deboli rispetto al forte 2020, -8% genn-apr’21/genn-apr’20, ma sono comunque superiori ai livelli del 2019.

Le esportazioni di SMP sono calate del 12% apr.’21/apr.’20, a causa delle minori spedizioni verso l’Algeria, nonostante l’aumento della domanda di Indonesia, Cina e Libia, rispettivamente +78, +67 e +629% apr.’21/apr.’20. Discorso simile per il periodo gennaio-aprile 2021.

Anche le esportazioni di WMP continuano a diminuire, -13% apr.’21/apr.’20. Quelle di siero, invece, sono in continuo aumento, +7% apr.’21/apr.’20, grazie alla domanda di Indonesia, Cina e, in misura minore, Corea del Sud. La Cina rimane il motore chiave per la crescita da inizio anno, rappresentando quasi il 40% dei volumi totali. L’Indonesia si è ripresa dallo scarso andamento del 2020, superando addirittura i volumi del 2019.

Per quanto riguarda le importazioni, l’andamento è piuttosto simile alle esportazioni, con tutti i principali prodotti in calo a causa dei minori volumi provenienti dal Regno Unito.

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli
Assocaseari

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