IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 15-21 Maggio 2021

Mercati un po’ in ripresa ma non ancora convinti.

– Sul mercato nazionale, abbastanza buona la domanda di latte crudo con prezzi trattati tra 0,345 e 0,36 €/kg partenza.

Poca disponibilità di crema nazionale di qualità, che viene trattata sopra il bollettino di Milano e si è messa in pari, se non sopra, con i prezzi trattati all’estero. Assoluta mancanza di latte scremato. I suddetti prezzi si intendono franco partenza. L’Ho.re.ca. piano piano riprende a lavorare, anche se, per il momento, non si sentono grossi effetti sul mercati. La gran parte delle richieste, in quest’ultimo periodo, viene dai produttori di gelato, ma anche da quelli di mozzarella, che, come detto, cominciano a sentire l’effetto delle riaperture, con la speranza che, finalmente, arrivi la tanto sospirata estate con un ritorno alla normalità.
Sul mercato estero, il latte crudo resta inchiodato intorno a 0,38 €/kg. La crema invece continua a salire con prezzi trattati tra 1,98 e 2,01 €/kg con però anche offerte a prezzi più alti. Ancora alta l’offerta anche negli ultimi giorni della settimana. Latte scremato offerto a prezzi più alti rispetto a quelli trattati, che oscillano intorno a 0,195 /kg. Dobbiamo tenere ben presente che i suddetti prezzi, sia del latte che della panna, si intendono franco arrivo Nord Italia con un costo di trasporto che incide tra 5 e 10 €/Ton.

– Non si vedevano da anni i listini del burro europeo con la quotazione del tedesco più bassa di tutte. Kempten ha registrato un aumento di € 0,05 per il prezzo minimo, che passa a 3,95 €/kg, invariato il massimo che resta a 4,00 €/kg. La media tedesca è 3,975 €/kg. L’Olanda sale di € 0,06 e si porta a 4,04 €/kg. La Francia dopo l’aumento di settimana scorsa siede beata in cima alla montagna con il suo 4,29 €/kg. Questa settimana la media dei tre bollettini che prendiamo in considerazione è 4,102 €/Kg, che, anche se drogata dalla Francia, rispecchia abbastanza la realtà di mercato, con il burro francese che non viene nemmeno offerto, il polacco che è intorno a 4,00 €/kg e il tedesco intorno a 4,10-4,15 €/kg. Tutti i prezzi sono indicativi perchè in pratica, data la grandissima incertezza sul futuro, gli scambi di merce sono ridotti al lumicino, non solo sul mercato nazionale ma anche sugli altri.

– I bollettini del latte in polvere segnano un invariato in Germania, ma aumenti sia in Francia che in Olanda.
Sono solo i bollettini tedeschi a restare invariati, perchè il mercato è piuttosto frizzante, con ormai offerte per lo scremato di buona qualità intorno a 2.750 €/Ton e offerte con validità molto più corte del solito. C’è anche da dire che l’Algeria si è affacciata sul mercato e questo crea fermento tra i vari venditori.
– I bollettini del siero in polvere seguono quelli del latte in polvere, invariati in Germania, ma in aumento in Olanda e Francia.

– Le quotazioni nazionali dei formaggi segnano un calo a Milano e Mantova per il Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi, e a Brescia per il Grana Padano.
Quotazioni medie UE in aumento per l’Emmentaler a 4,86 €/kg e il Gouda a 3,20 €/kg, stabili per il Cheddar a 3,12 €/kg e in calo per l’Edamer a 3,18 €/kg.

NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.

Import/export UE marzo 2021
Le esportazioni comunitarie, in continuo aumento, sono state piuttosto forti nel marzo 2021. Motori di questa crescita sono state la Cina e, in misura minore, il Sud-est asiatico, che compensano i minori volumi acquistati dal Regno Unito. Il quadro del primo trimestre è misto.
Dopo due mesi di calo, le esportazioni di formaggio hanno recuperato, +11% mar.’21/mar.’20, con volumi in aumento verso tutte le principali destinazioni, tranne il Regno Unito. La domanda di Giappone e Cina è in continua crescita, ma l’export nel primo trimestre resta negativo, -3% genn-mar.’21/genn- mar.’20, a causa dei volumi ridotti spediti verso il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Corea del Sud e l’Algeria.
Vista la grande performance nel primo trimestre del 2020, l’export di burro è calato del 24% genn-mar.’21/genn-mar.’20 e dell’11% mar.’21/mar.’20. Sono calate le domande dei Paesi MENA (-38% genn-mar.’21/genn-mar.’20), Regno Unito (-47% genn-mar.’21/genn- mar.’20) e Stati Uniti (-8% genn-mar.’21/genn-mar.’20), mentre è aumentata quella cinese (+127% genn-mar.’21/genn-mar.’20).
Le esportazioni di WMP continuano a diminuire, -7% mar.’21/mar.’20, nonostante un aumento a febbraio. L’export di SMP è in continuo aumento e il calo della domanda algerina (-31% genn-mar.’21/genn-mar.’20) è più che compensata da quella del sud-est asiatico, in particolare Indonesia e Filippine (rispettivamente +87% e +129% genn-mar.’21/genn-mar.’20).
Le esportazioni di siero di latte sono aumentate dell’8% mar.’21/mar.’20 grazie alla buona domanda della Cina, ma i volumi verso Paesi MENA, Sud-est asiatico e Regno Unito sono diminuiti; sono in ripresa, invece, le spedizioni verso l’Indonesia, +39% genn-mar.’21/genn- mar.’20.
Per quanto riguarda le importazioni, tutti i principali prodotti lattiero-caseari sono ancora in calo, ma i dati di marzo mostrano un miglioramento rispetto ai due mesi precedenti grazie all’aumento degli scambi UE/Regno Unito.

Emanuela Denti & Lorenzo Petrilli
Assocaseari

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