IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 18-24 APRILE 2020

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

Quella che sembrava partita come una settimana normale, purtroppo, in parte a causa della festività del 1° maggio, sta diventando invece alquanto impegnativa.
Sul mercato nazionale, il latte che fino a ieri veniva trattato tra 0,29 e 0,31 €/kg, purtroppo, un po’ per la festività e un po’ per aziende che non riescono ad andare avanti e vi è molta più merce sul mercato, ecco che i contratti vengono chiusi a 0,27 €/kg partenza, ma non mancano anche richieste a prezzi ben più bassi ad oggi rifiutate. Latte scremato nazionale trattato intorno a 0,13 €/kg partenza. Purtroppo anche per la crema nazionale di qualità la situazione si è indebolita durante la settimana e veniva trattata a 1,35-1,38 €/kg, oggi viene anche trattata a 1,33 €/kg. 
Latte estero, con un po’ più di pressione del solito dalla Germania, trattato intorno a 0,27 €/kg e in alcuni casi anche meno; lo scremato tra 0,11 e 0,12 €/kg, crema su settimana prossima tra 1,25 e 1,27 €/kg, ma sono stati chiusi contratti su maggio anche a prezzi ben più bassi.  

– Vista la ripresa del mercato del burro, come ci aspettavamo, Kempten è rimasto invariato, minimo 2,50 €/kg e massimo 2,70 €/kg, la Francia è rimasta invariata, 2,60 €/kg, l’Olanda invece ha aumentato di € 0,02 e va a 2,57 €/kg. La media di questi tre bollettini oggi è 2,59 €/kg.
Come detto all’inizio, il mercato è un po’ in ripresa, però molto confuso perchè vi sono anche offerte a prezzi ben più bassi rispetto a 2,80-2,85 €/kg del tedesco. 

– Bollettini del latte in polvere alquanto variabili da Paese a Paese. Il bollettino tedesco registra un aumento sull’intero e sullo scremato per uso zootecnico, invariato lo scremato per uso alimentare. L’Olanda segna un incremento su tutti e tre i tipi di latte. La Francia, invece, ribassa lo scremato e tiene invariato l’intero.
Sul mercato, offerte a livelli più o meno stabili che oscillano tra 1.950 e 2.050 €/Ton. Molti compratori europei da dopo Pasqua hanno dimostrato interesse ad acquistare, ma non credono ai leggeri incrementi di prezzo né sul latte in polvere né sul burro che vi sono stati nella seconda settimana di aprile. Molte richieste ma alla fine poche trattative.

– Siero in polvere in leggero aumento su tutti e tre i bollettini, tranne sul tedesco dove quello per uso alimentare rimasto invariato.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in calo per l’Emmentaler a 5,07 €/kg, l’Edamer a 3,18€/kg e il Cheddar a 2,99 €/kg, in aumento per il Gouda a 3,27 €/kg.
In Italia, questa settimana sono calate le quotazioni del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano nelle principali Borse Merci.

– In settimana è stata inviata una circolare sugli stoccaggi privati di latte in polvere, burro e formaggi. Qualora aveste bisogno di approfondire alcuni dettagli siamo a vostra disposizione.

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import/export della UE.

Week 16Week 15Week 15Week 14
BURRO (D) (€/kg)2,50 – 2,702,50 – 2,702,70 – 3,003,10 – 3,40
BURRO (F) (€/kg)2,602,603,123,27
BURRO (NL) (€/kg)2,572,552,703,20
SMP USO ALIMENTARE (D) (€/ton)1840 – 20201840 – 20201880 – 20501980 – 2220
SMP USO ALIMENTARE (F) (€/ton)1870188020502160
SMP USO ALIMENTARE (NL) (€/ton)1880185018502020
SMP USO ZOOTECNICO (D)(€/ton)1740 – 17801700 – 17401700 – 17601820 – 1860
SMP USO ZOOTECNICO (NL) (€/ton)1780173017301850
WMP (D) (€/ton)2630 – 27502650 – 27202650 – 27202750 – 2850
WMP (F) (€/ton)2670267028002970
WMP (NL) (€/ton)2550255026702670
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D) (€/ton)840-890840-890840-890840-890
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D) (€/ton)660-690650-670600-640600-640
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F) (€/ton)650640660660
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL) (€/ton)700660630660

Import/export UE 
Dal 31 gennaio scorso, la Gran Bretagna non fa più parte della UE, per questo motivo i dati commerciali degli anni precedenti sono stati rivisti dividendo UE27+UK, in modo tale che il confronto tra 2020 e 2019 sia più reale. Si noti, inoltre, che i dati di febbraio non sono completi perchè l’Austria non ha ancora comunicato i propri scambi.
Le esportazioni UE-27 sono state deboli a febbraio, tranne che per il burro. Gli scambi UE-Regno Unito sono notevolmente diminuiti in entrambi i sensi.
Le esportazioni di formaggio sono diminuite del 21,5% febbr.’20/febbr.’19 (-6,3% genn-febbr’20/genn-febbr’19) a causa dei volumi  inferiori spediti nel Regno Unito (-40% genn-febbr’20/genn-febbr’19), oggi il mercato più importante della UE. Le esportazioni verso tutte le altre destinazioni sono in aumento, ad eccezione del Giappone. Le spedizioni verso gli Stati Uniti non sembrano essere influenzate dai dazi aggiuntivi di Trump (+16%).
Le esportazioni di burro sono aumentate del 32,4% febbr.’20/febbr.’19. La principale destinazione oggi è il Regno Unito, seguito dagli Stati Uniti; entrambi hanno acquistato meno burro UE nel 2020, ma questo calo è stato più che compensato dagli aumenti a doppia/tripla cifra dei Paesi MENA (Medio Oriente – Nord Africa) e dell’Estremo Oriente.
Il latte scremato in polvere ha continuato a calare a febbraio, -16,6% rispetto al febbraio 2019. Le cause sono minori acquisti da parte dei mercati asiatici e dei Paesi MENA, export eccezionalmente elevato nel 2019 e, in Cina, problemi logistici dovuti all’epidemia di Coronavirus e scorte elevate.
Le esportazioni di WMP sono diminuite del 12,1% febbr.’20/febbr.’19 e dell’1,3% genn-febbr’20/genn-febbr’19. Il Regno Unito è la seconda destinazione dopo l’Oman ed entrambi hanno importato meno WMP nel 2020. Sono aumentate, invece, le spedizioni verso Nigeria (ciò non dovrebbe durare a causa dell’entrata in vigore di restrizioni all’importazione), Algeria e Repubblica Dominicana.
L’export di siero di latte in polvere è diminuito del 6,4% febbr.’20/febbr.’19, in linea con il mese di gennaio.
Le esportazioni di fat filled powder sono state di poco inferiori alle 15.000 tonnellate, quasi allo stesso livello del mese precedente. 
Per quanto riguarda l’import, nei primi due mesi dell’anno il formaggio è calato del 10% rispetto allo stesso periodo 2019. Il Regno Unito è diventato il principale fornitore di formaggio della UE (-14% genn-febbr’20/genn-febbr’19), seguito dalla Svizzera (stabile); le altre origini svolgono un ruolo molto minore ma hanno aumentato i quantitativi venduti alla UE.

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli ASSOCASEARI