IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 20-26 FEBBRAIO 2021

E anche questa settimana la materia grassa è la regina dei mercati. 

 Anche l’Italia beneficia degli aumenti della crema che vi sono in giro per l’Europa. La panna nazionale di qualità, ormai quasi introvabile, viene trattata a prezzi del bollettino UE, circa 1,80 €/kg partenza.
Se però il grasso gode, ci sono altri prodotti che soffrono: il latte scremato viene trattato tra 0,20 e 0,215 €/kg partenza e il crudo, che a inizio settimana giovava dell’andamento di settimana scorsa, ha poi però cominciato a patire a causa della poca domanda, arrivando a chiudere con prezzi addirittura a 0,34 €/kg. Detti prezzi sono intesi franco partenza.Sul mercato estero chi soffre è lo scremato che in alcuni casi viene trattato a 0,22 €/kg reso Nord Italia. Per quanto riguarda il crudo, vi sono Paesi che vendono il loro prodotto anche a 0,34 €/kg arrivo, se però cerchi determinate origini con un latte di miglior qualità i prezzi possono anche arrivare a 0,39-0,40 €/kg. Impressionante invece il prezzo per la crema che da 1,76-1,78 €/kg di settimana scorsa è stata trattata questa settimana tra 1,86-1,89 €/kg reso Nord Italia. 
– Il bollettino tedesco di Kempten del burro questa settimana è stato stranamente più ragionevole degli altri, con un aumento sul minimo di € 0,02, che si porta a 3,70, e un aumento sul massimo di € 0,05 che va a 3,75 €/kg. 
C’è anche da dire, però, che i produttori tedeschi hanno ottenuto per marzo-aprile dalla GDO un notevole aumento rispetto alle consegne su gennaio-febbraio, arrivando a circa 3,80 €/kg che però non è un prezzo così buono se si guardano non solo i listini ma anche il prezzo di mercato che ieri in Germania e in Olanda è arrivato a 3,90 €/kg partenza.
Il bollettino olandese è aumentato di € 0,05, oggi 3,65 €/kg; magnifici come sempre i francesi che, dopo aver lasciato invariato per due settimane il bollettino, adesso hanno fatto un aumento di ben € 0,18 arrivando a 3,75 €/kg, perfino più alti del prezzo medio tedesco. Questa settimana la media dei bollettini che prendiamo in considerazione è di 3,708 €/kg.
– Sempre per la serie che la materia grassa fa faville, ecco che sia Germania che Olanda e Francia aumentano il latte in polvere intero. Andamenti completamente discordanti per lo scremato, con la Germania che lascia le quotazioni invariate, l’Olanda le aumenta di poco e la Francia addirittura le ribassa.
Il mercato, però, è debole, continuando a confermare i tentativi di rialzo da parte di venditori che poi però tornano spesso sui loro passi. Ecco che la polvere, trattata a inizio febbraio intorno a 2.400 €/Ton, è risalita due settimane fa sull’onda del tender con l’Algeria con offerte a 2.500 €/Ton, che però alla fine sono diventati contratti questa settimana a 2.430 €/Ton. Parliamo di un prodotto di qualità di primaria latteria tedesca. Le quotazioni sono da intendersi reso Nord Italia.
– Anche nel siero in polvere il mercato è abbastanza instabile perchè se la Francia sale, l’Olanda resta stabile, la Germania per il prodotto zootecnico addirittura cala. Diciamo però che alla fine i bollettini come valori sono abbastanza simili.
– Quotazioni nazionali dei formaggi generalmente stabili, ma cala il Grana Padano a Cremona, Verona, Mantova e Brescia.
Quotazioni medie UE in calo per il Cheddar a 3,07 €/kg e l’Emmentaler a 4,83 €/kg, in aumento per l’Edamer a 3,11 €/kg e stabili per il Gouda a 3,17 €/kg.
NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import/export del Regno Unito.
Tab 8-2021
Import /export Regno Unito
I dati di dicembre hanno confermato l’ipotesi già visibile a novembre: alla fine del periodo di transizione, sono stati spediti grandi quantitativi di prodotti (stoccabili) da UE a UK e viceversa, determinando tassi di crescita su base annua molto significativi. Nel complesso, nel 2020 il Regno Unito ha avuto scarsi flussi commerciali a causa delle incertezze legate alla Brexit, con leggeri aumenti solo per pochi gruppi di prodotti minori. La UE, fondamentalmente, è il l’unico fornitore e la principale destinazione degli scambi del Regno Unito.
I dati di dicembre hanno confermato l’ipotesi già visibile a novembre: alla fine del periodo di transizione, sono stati spediti grandi quantitativi di prodotti (stoccabili) da UE a UK e viceversa, determinando tassi di crescita su base annua molto significativi. Nel complesso, nel 2020 il Regno Unito ha avuto scarsi flussi commerciali a causa delle incertezze legate alla Brexit, con leggeri aumenti solo per pochi gruppi di prodotti minori. La UE, fondamentalmente, è il l’unico fornitore e la principale destinazione degli scambi del Regno Unito.
Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli
Assocaseari

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