IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO Settimana 21-27 Maggio 2022

Mercato del latte e della panna in marcato aumento, con domanda in ripresa ma offerta ancora limitata. Burro e polveri ancora incerti con bollettini ufficiali che una settimana calano e la successiva crescono. Formaggi stabili.

– Sul mercato europeo, latte crudo intero tedesco in forte ripresa scambiato a 0,53 €/kg, poca offerta ma domanda in crescita; scremato tedesco trattato a 0,23 €/kg partenza, poca offerta e domanda inferiore rispetto all’intero. Sul mercato nazionale, domanda di latte crudo sostenuta ma offerta in calo, contratti chiusi a 0,565-0,58 €/kg partenza; scremato trattato a 0,28-0,31 €/kg partenza. Raccolta in calo graduale, titoli di grasso e proteine stabili e discreti nonostante le temperature elevate.

– Sul mercato UE, crema di latte tedesca in forte aumento trattata anche a 3,50-3,52 €/kg franco arrivo con domanda in ripresa e offerta scarsa. In Italia, buona domanda di panna nazionale di qualità trattata a bollettino e più.

– Questa settimana i bollettini ufficiali del burro di Kempten hanno ripreso a salire e, aggiungendo € 0,13, tornano ai livelli di due settimane fa, il minimo 7,05 €/kg e il massimo 7,15 €/kg, media tedesca 7,10 €/kg. L’Olanda aumenta di € 0,11 portandosi a 7,16 €/kg, mentre la Francia cala € 0,01 e va a 7,78 €/kg. La media a tre di questa settimana è 7,347 €/kg e quella a due 7,13 €/kg. La quotazione del burro di centrifuga a Milano cala di € 0,05 e arrotonda a 7,00 €/kg.Mercato reale in linea con le quotazioni dei bollettini.
Mercato reale in linea con le quotazioni dei bollettini.

– I bollettini del latte in polvere scremato questa settimana sono lievemente diminuiti sia in Garmania che in Francia, mentre sono aumentati in Olanda. L’intero è rimasto invariato in Germania e Olanda ed è calato in Francia.

– Le quotazioni del siero per l’uso alimentare sono rimaste invariate in Germania, mentre quello per uso zootecnico è calato in tutti e tre i Paesi che teniamo in considerazione.

– In Italia, le quotazioni dei formaggi sono rimaste invariate in tutte le Borse Merci che teniamo in considerazione.
Non pubblicheremo più le quotazioni medie Europee dei formaggi “commodities”, fino a quando non torneranno almeno vicine alle reali quotazioni di mercato, che si mantengono tutte stabili ampiamente sopra i 5,00 €/kg. Questa settimana vi sono comunque già nuovi segnali di rialzo alla luce di un aumento generale di richiesta soprattutto sui blocchi.

NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanali, segue approfondimento sulle importazioni cinesi.

Import Cina aprile 2022
Come il mese precedente, in aprile le importazioni cinesi sono calate in seguito ai lockdown delle principali città e dei quantitativi elevatissimi acquistati nel 2021. I blocchi governativi in vigore stanno indebolendo ulteriormente la domanda e resta da vedere quale effetto avrà nelle prossime settimane e mesi.
Le importazioni di latte liquido sono calate del 33% apr.’22/apr.’21, con forti perdite per la merce neozelandese (-21% genn-apr’22/genn-apr’21, pari a 17.000 tonnellate). Anche l’import di WMP è calato, -9% apr.’22/apr.’21, ma la domanda sembra essere ancora solida infatti nel primo quadrimestre le importazioni sono aumentate del 7% rispetto allo stesso periodo del 2021 e il principale fornitore, la Nuova Zelanda, ha incrementato le spedizioni del 4% genn-apr’22/genn-apr’21. L’import di siero sta crollando, -30% apr.’22/apr.’21, nonostante il principale fornitore, gli Stati Uniti, abbia aumentato del 12% i propri quantitativi esportati.
Anche le importazioni di SMP e di formaggio continuano a scendere; la metà dei quantitativi proviene dalla Nuova Zelanda, l’altra metà è contesa tra Australia, UE e USA. Quella dei prodotti fermentati è l’unica categoria in netta crescita, +55% apr.’22/apr.’21, e l’origine UE rappresenta oltre il 90% della merce che entra in Cina.

Emanuela Denti
ASSOCASEARI