IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 22-29 NOVEMBRE 2019

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Che settimana!!! Contrariamente alle aspettative, la crema ha cominciato a diminuire già questa settimana e non come molti operatori si aspettavano la settimana prossima, addirittura arrivando a perdere in una settimana quello di cui era cresciuta nelle tre settimane precedenti. Si è partiti mercoledì con contratti sullo spot a 1,98 €/kg per arrivare a chiudere tra ieri sera e stamattina con contratti a 1,80 €/kg; settimana scorsa eravamo arrivati a poco più di 2,11 €/kg. Anche i pacchetti per le settimane 50-51-1-2 mercoledì mattina erano offerti a 1,84 €/kg, nel primo pomeriggio a 1,80 €/kg e ieri addirittura a 1,70 €/kg. Più offerta del solito per il latte francese, intorno a 0,42 €/kg reso, il tedesco offerto a 0,44 €/kg reso.

Lo scremato tedesco trattato a 0.28/0.285 €/kg.

Sul mercato nazionale il grosso della crema di qualità è stato trattato a livello di bollettino, ma ci sono state anche vendite a 1,98-1,99 €/kg partenza, e anche qualcuna a bollettino+.

Per quanto riguarda il latte, qualcuno ha cercato di spuntare gli 0,45 €/kg, che però non è riuscito a portare a casa. La maggior parte dei contratti chiusi tra 0,44-0,445 €/kg.

– Per avere la quotazione ufficiale del burro di Kempten, tutti i principali operatori, commissari, devono inviare entro lunedì mattina i contratti fatti nella settimana precedente. La Presidenza, in base ai contratti fatti e dopo la discussione che avviene tramite conference call mercoledì mattina, stabilisce il prezzo. Settimana scorsa, con la crema che arrivava a 2,11 €/kg e oltre, nessuno ha presentato contratti di burro. Da qui la decisione di non quotare, che in sostanza equivale a tenere invariatissimo il prezzo della settimana precedente, con il minimo a 3,60 €/kg e il massimo a 3,70 €/kg. L’Olanda è cresciuta di € 0,04, passando da 3,55 a 3,59 €/kg. La Francia, invece, resta invariata a 3,60 €/kg. La media questa settimana è 3,613 €/kg, tenendo conto per la Germania del prezzo della settimana scorsa.

Mercato praticamente stabile da lungo tempo, con offerte di burro congelato, con molti mesi di vita, a 3,65 €/kg, e offerte di burro fresco solo a partire dal 1° trimestre a livelli compresi tra 3,75 e 3,85 €/kg. Malgrado la grossa produzione di formaggi, non c’è altrettanta offerta di burro di siero.

Il nuovo prezzo per la GDO tedesca cala da 3,88 €/kg di questo mese a 3,76 €/kg però per dicembre e gennaio. Qualche tedesco lo ritiene comunque un buon prezzo.

Latte in polvere: questa sì che è una voce che dà soddisfazione! E anche il mercato, così come le quotazioni ufficiali di tutte le voci, continua a salire, a livelli però molto più elevati rispetto ai bollettini.

Tutti molto incerti sul primo trimestre, visti ancora i prezzi al rialzo con poca disponibilità, sono tutti concordi nel ritenere che nel secondo trimestre vi sarà molta più disponibilità, ma nessuno se la sente di dire se questo equivarrà a prezzi in diminuzione, come teoricamente dovrebbe essere quando vi è più offerta sul mercato. Il tutto dipende da come andranno le esportazioni, di conseguenza anche dalle quotazioni di Stati Uniti e Nuova Zelanda.

– Il siero in polvere, come la storia degli ultimi 30 anni insegna, tende solitamente a seguire l’andamento del latte in polvere. Bollettini al rialzo in Germania e Olanda, invariati invece in Francia, dove però era salito settimana scorsa di ben 259 €/Tons.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in aumento per l’Edamer a 3,14 €/kg e l’Emmentaler a 4,46 €/kg, stabili per il Gouda a 3,13 €/kg e e il Cheddar a 3,14 €/kg.

In Italia, in calo le quotazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano meno stagionato nelle principali Borse Merci.

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import cinese.

Week 48 Week 47 Week 46 Week 45
BURRO (D) n.q. 3,60 – 3,70 3,55 – 3,70 3,55 – 3,70
BURRO (F) 3,60 3,60 3,50 3,60
BURRO (NL) 3,59 3,55 3,55 3,55
SMP USO ALIMENTARE (D) 2540 – 2620 2500 – 2580 2480 – 2530 2440 – 2490
SMP USO ALIMENTARE (F) 2530 2490 2430 2370
SMP USO ALIMENTARE (NL) 2570 2530 2490 2440
SMP USO ZOOTECNICO (D) 2420 – 2460 2380 – 2420 2350 – 2380 2300 – 2340
SMP USO ZOOTECNICO (NL) 2480 2440 2400 2350
WMP (D) 3030 – 3100 3030 – 3100 3000 – 3070 2970 – 3070
WMP (F) 3100 3060 3000 2900
WMP (NL) 3100 3060 3060 3060
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D) 880-930 880-920 880-920 860-920
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D) 700-720 680-700 670-690 670-690
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F) 680 680 655 680
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL) 700 690 680 680

 

Import Cina

La crescita del PIL cinese sta rallentando e nel terzo trimestre del 2019 ha segnato un 6%, che è il livello più basso dal 1992. Le cause sono  le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’aumento dei prezzi alimentari, +15,5% nel 2019 secondo l’Ufficio Nazionale cinese di statistica, soprattutto per quanto riguarda la carne. Il quadro generale delle importazioni per il 2019 rimane positivo, +10,7% in termini di valore (USD) genn-ott’19/genn-ott’18.

Le importazioni di WMP sono aumentate notevolmente in ottobre, +36,5% rispetto a ottobre 2018, portando a +23,8% le importazioni genn-ott’19/genn-ott’18. Nel 2019, la Cina ha acquistato quasi il 93% del WMP dalla Nuova Zelanda, che ha aumentato le sue esportazioni di WMP in Cina di quasi il 28%.

Le importazioni di SMP sono calate del 3,2% ott.’19/ott.’18, tuttavia il risultato dei primi 10 mesi del 2019 è di +27,3% rispetto allo stesso perioro 2018. I principali fornitori sono la Nuova Zelanda (41,6%), la UE (36,9%), l’Australia (12,9%) e la Bielorussia (4,7%).

Le importazioni di polvere di siero di latte sono diminuite dell’8,7% ott.’19/ott.’18 e del 21,3% genn-ott’19/genn-ott’18 a causa dell’epidemia di peste suina. Gli Stati Uniti hanno perso quote di mercato, -47% a causa delle tariffe di ritorsione, la UE è rimasta stabile mentre ha guadagnato quote la Bielorussia, +8,3%.

Le importazioni dei prodotti ad alto valore aggiunto, ad ottobre, hanno mostrano un quadro contrastante: quelle di formaggio sono aumentate notevolmente (+18,1% ott.’19/ott.’18 e +5,8% genn-ott’19/genn-ott’18), mentre quelle di burro sono diminuite del -3,4% ott.’19/ott.’18 e del -41,3% genn-ott’19/genn-ott’18 (si noti però che in questo caso il 2018 è stato un anno record).

L’infant formula ha subito un rallentamento negli ultimi due mesi, -15,9% ott.’19/ott.’18, ma nei primi 10 mesi dell’anno il bilancio è ancora positivo, +9,1% genn-ott’19/genn-ott’18. Più di 2/3 dell’infant formula proviene dalla UE e dalla Nuova Zelanda.

Le importazioni di latte liquido sembrano nuovamente aumentare, +42,8% ott.’19/ott.’18 e +40,8% genn-ott’19/genn-ott’18.  Anche in questo caso, i principali fornitori sono UE, Nuova Zelanda e Australia.

Le altre importazioni di ottobre rispetto allo stesso mese del 2018 sono state: caseina/ati -37,3%, crema -1%, butteroil -26,1%, prodotti fermentati +11%, lattosio -56,8% e WPC -39,1%.

 

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI