IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO Settimana 25 Giugno – 1 Luglio 2022

Un’altra settimana di riflessione. Materia prima latte e costi ancora in salita, che spingono alla richiesta di ulteriori aumenti. Come reagirà il consumo?
Domanda ed offerta non sembrano al momento in equilibrio, chi produce preannuncia nuovi aumenti e probabili mancanze di prodotti finiti, chi compra riceve offerte a prezzi stabili se non più bassi soprattutto dai traders (su Mozzarella, Edamer e Gouda in principal modo). Probabilmente vedremo un cambio di rotta nelle prossime settimane? Mah! Difficile dirlo. Un driver importante sarà il consumo.
Settimana di frecce rosse a ribasso e gialle di invariato sui bollettini ufficiali europei. Mercato reale di latte e crema con prezzi ancora al rialzo e poca disponibilità di merce.

– Sul mercato europeo, offerta di latte calante e domanda scarsa. Ancora in aumento il crudo tedesco, trattato a 0,58-0,60 €/kg partenza; anche lo scremato questa settimana recupera qualche centesimo con compravendite a 0,28-0,30 €/kg partenza. Sul mercato nazionale, ulteriore balzo del latte crudo, trattato fino a 0,67 €/kg partenza; domanda molto buona anche se in calo da parte dell’industria. Lo scremato, sempre richiesto, è stato scambiato a 0,34-0,36 €/kg. Raccolta e titoli bassi ma stabili ai livelli di settimana scorsa.

– Sul mercato UE, impennata della crema di latte tedesca, soprattutto da mercoledì pomeriggio, trattata a 3,60-3,62 €/kg franco arrivo, scarse sia l’offerta che la domanda. Il mercato italiano risente della situazione europea, panna nazionale di qualità scambiata tra 3,60 e 3,63 €/kg, buona domanda ma poca merce disponibile anche a causa del latte meno ricco di materia grassa.

– Questa settimana, le quotazioni ufficiali del burro a Kempten sono diminuite di € 0,10 il minimo e di € 0,06 il massimo, e si portano rispettivamente a 7,04 e 7,19 €/kg, media tedesca 7,115 €/kg. L’Olanda cala di € 0,08 e va a 7,19 €/kg, la Francia invece resta invariata a 7,79 €/kg. La media a tre di questa settimana è 7,365 €/kg e quella a due 7,153 €/kg. La quotazione del burro di centrifuga a Milano resta invariata per la seconda settimana consecutiva a 7,18 €/kg.

– Bollettini del latte in polvere, sia scremato che intero, in calo nei tre Paesi che teniamo in considerazione, tranne per l’intero olandese che resta invariato.

– Siero in calo in Germania e Olanda, stabile in Francia.

– Le quotazioni dei formaggi in Italia sono stabili, si registra soltanto un aumento di € 0,05 per il Provolone Valpadana a Cremona e Verona. 
Nella EU di sicuro gli stock di formaggi stanno calando alla luce anche del calo di raccolta latte. Di fatto gli aumenti richiesti dai produttori stanno arrivando sugli scaffali a più steps (forse per evitare uno shock al consumatore?), e non è ancora chiara la reazione sui consumi, penalizzati, in queste settimane, anche dalle elevate temperature che invogliano ad una dieta più fresca. Le quotazioni sono stabili o leggermente cedenti e restano comunque a livelli molto alti sempre intorno ai 5,00 €/kg, con la mozzarella blocchi leggermente sotto e tutto il resto abbondantemente sopra.

NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanali, segue approfondimento sull’import/export neozelandese.

Import/export Nuova Zelanda, maggio 2022
L’andamento calante delle esportazioni neozelandesi è dovuto principalmente alla continua contrazione della domanda cinese, che nel 2021 era molto forte. La buona performance delle esportazioni di butteroil, +58% magg.’22/magg.’21, è dovuta ai prezzi vantaggiosi rispetto al burro. Le esportazioni di SMP nei primi 5 mesi dell’anno sono aumentate del 6% rispetto allo stesso periodo 2021, grazie ad un’ottima domanda dei Paesi del Sud-Est Asiatico: Indonesia, Thailandia e Malesia sono aumentate rispettivamente dell’81%, 49% e 55% genn-magg’22/genn-magg’21.
Le esportazioni di formaggio sono diminuite del 10% genn-magg’22/genn-magg’21, con cali da parte di tutte le principali destinazioni ad eccezione del Giappone, il secondo mercato più grande per il formaggio neozelandese dopo la Cina.
Per quanto riguarda le importazioni, il lattosio è complessivamente in calo; la UE ha aumentato la sua quota di mercato in Nuova Zelanda (+11% genn-magg’22/genn-magg’21). La UE è l’unico fornitore di siero, le cui importazioni neozelandesi sono in continuo calo, -66% magg.’22/magg.’21. 

Emanuela Denti
ASSOCASEARI