IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 4-10 Settembre 2021

Che mercati!!!
La settimana comincia con un’asta Global Dairy Trade più che mai esplosiva con aumenti che vanno da +3,1% per il burro anidro e 3,7% per il burro normale fino al 7,3% per il latte in polvere scremato. Così, con l’Europa senza merce e con prezzi in continuo aumento, i competitors sul mercato globale ne approfittano per tirare su i prezzi a loro volta.
Sicuramente l’effetto scarsità di offerta e aumento della domanda è più che mai visibile. Su tutto questo, anche gli speculatori non perdono occasione ed ecco che i futures cavalcano l’onda.

– In Italia, per assurdo, dove l’autosufficienza del latte era vista come un miraggio, oggi il miraggio è per i tedeschi perchè il latte italiano costa tra i 6 e i 7 centesimi meno del loro. Sicuramente per l’aumento dell’offerta, forse un po’ anche per la domanda non brillante, il latte crudo nazionale sembra far fatica ad andare oltre lo 0,40-0,41 €/kg. Peccato ci sia poca panna nazionale di qualità perchè lì la domanda ci sarebbe con quotazioni sempre ben sopra il bollettino. Latte scremato intorno a 0,26-0,27 €/kg. I suddetti prezzi si intendono franco partenza.
Sui mercati esteri, il latte viene venduto tra 0,46 e 0,47 €/kg partenza con pochissima offerta. Come detto in apertura, sono già stati fatti contratti di latte nazionale che va oltre frontiera. Il latte scremato viene trattato intorno a 0,27-0,28 €/kg consegnato, la panna invece vola con richieste che viaggiano da 2,30 €/kg, di provenienza meno nobile, a 2,35 €/kg franco arrivo Nord Italia con un costo di trasporto che incide tra 5 e 10 €/Ton e, quindi, un prezzo franco di partenza che va da 2,23 a 2,28 €/kg.

– D’accordo che panna e burro sono due mercati a sé stanti, ma in ogni caso per ottenere del burro ci vogliono comunque 82 linee di grasso. Guardando i mercuriali del burro, così non sembrerebbe.
Kempten aumenta di € 0,05 il minimo, oggi 4,05 €/kg, e lascia invariato il massimo a 4,10 €/kg, l’Olanda passa da 4,00 €/kg a 4,03 €/kg e incredibilmente la Francia allineata sale di € 0,25 e si porta a 4,10 €/kg. La media a tre di questa settimana è 4,068 €/kg.
E’ evidente che, con questi valori si è ben lontano dal coprire anche solo il costo del grasso che c’è nel burro; saremmo maliziosi se pensassimo che visti i contratti di vendita con la GDO qualcuno possa avere interesse a tenere bassi i bollettini? E anche il mercato è ben diverso, anche se non si avvicina ancora a coprire il costo della linea di grasso, dato che si parla di vendite di burro congelato di qualche mese intorno a 4,22 €/kg partenza Nord Europa. Da notare che la Polonia, che fino a due settimane fa offriva, oggi sta cercando burro anche in Italia. C’è anche un po’ di offerta di burro irlandese, sempre congelato, tra i 4,20 e i 4,25 €/kg reso Nord Italia.

– Anche nel latte in polvere i bollettini battono molto la fiacca e, malgrado le freccette siano verdi sia per lo scremato che per l’intero in tutti e tre i Paesi presi in considerazione, il mercato aumenta contro ogni aspettativa con operatori che non fanno offerte per la paura di non trovare poi le copertura e latterie che offrono a 2.800 €/Ton e oltre.

– Siero: c’è sempre qualcuno che fa il pigro, e se settimana scorsa era stata l’Olanda, questa settimana chi non aumenta è la Francia.

Questa settimana, come detto, l’unica freccetta rossa è quella del siero in Francia e tutte le altre sono verdi.

– In Italia, i bollettini dei formaggi registrano un calo di € 0,20 delle quotazioni delle voci del Grana Padano stagionato a Verona e un aumento delle quotazioni del Pecorino Romano a Milano.
Quotazioni medie UE in aumento per l’Emmentaler a 4,90 €/kg e in calo per il Gouda a 3,31 €/kg, l’Edamer a 3,29 €/kg e il Cheddar a 3,24 €/kg.

NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, in quanto miscellanea non solo di prezzi effettivi di vendita, ma anche di prezzi di offerte e/o richieste rilevate sul mercato.
Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import/export degli Stati Uniti.

Import/export Stati Uniti Luglio 2021

Le esportazioni statunitensi di prodotti lattiero-caseari hanno continuato a crescere in luglio, grazie all’aumento della domanda cinese e messicana, nonostante un calo per l’SMP causato dalle minori spedizioni verso il sud-est asiatico. Anche nei primi sette mesi dell’anno l’andamento è stato simile, con un aumento della domanda da Cina, Messico e Paesi MENA e un calo di quella di sud-est asiatico, Giappone e Nuova Zelanda.
L’export di formaggio, dopo due mesi di calo, è aumentato del 27% lug.’21/lug.’20. Particolarmente sostenuta la domanda da Messico e Giappone, mentre i volumi spediti in Corea del Sud hanno continuato a diminuire. Anche nei primi sette mesi dell’anno l’andamento è stato positivo, +5% genn-lug’21/genn-lug’20, nonostante il calo delle esportazioni verso Corea del Sud, Australia e Sud-Est asiatico
Le esportazioni di SMP sono diminuite del 4% lug.’21/lug.’20, ma nei primi sette mesi dell’anno sono rimaste al di sopra dei livelli dello stesso periodo 2020, +12% genn-lug’21/genn-lug’20, soprattutto grazie alle spedizioni verso Messico, Cina e Paesi MENA (soprattutto Algeria), che compensano il calo nel sud-est asiatico (Indonesia, Filippine e Malesia).
L’export di burro mostra ancora una volta la migliore performance: +78% lug.’21/lug.’20, con i maggiori aumenti verso il Bahrain e il Canada, e +132% genn-lug’21/genn-lug’20, grazie anche ai grandi volumi spediti in Egitto, Australia e UE.
Luglio è stato un mese forte per le importazioni di formaggio (a fronte di un 2020 scarso a causa di dazi di Trump) con la UE che, superando i volumi del 2020 e del 2019, ha coperto il 70% della domanda statunitense. Le importazioni di burro sono aumentate dopo due mesi di forte calo, trainate dai maggiori volumi provenienti da Nuova Zelanda e Regno Unito.

Emanuela Denti & Lorenz Petrilli
ASSOCASEARI

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