IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 6 – 12 FEBBRAIO 2021

Inizio settimana più pimpante della seconda metà. 
– Sul mercato nazionale, buona domanda con prezzi leggermente in ascesa sulla prima parte della settimana, da mercoledì pomeriggio le cose sembrano essersi calmate con anche difficoltà a trovare compratori. Sul latte crudo prezzi trattati tra 0,37-0,375 €/kg e sullo scremato tra 0,235 e 0,245 €/kg. In bella vista la crema con prezzi che oscillano tra 1,72 e 1,74 €/kg. I prezzi sono intesi franco partenza.
Sul mercato estero, ancora prezzi buoni tranne, che per lo scremato, trattato a prezzi simili a quelli nazionali però franco arrivo. Sul crudo quotazioni che oscillano tra 0,37 e 0,40 €/kg reso a seconda dei Paesi d’origine, con sempre la Germania in testa. Sulla crema prezzi indicati tra 1,78 e 1,82 €/kg con poche offerte. 
– Sul burro anche questa è stata una settimana effervescente, con il bollettino tedesco che allarga nuovamente la forbice con un aumento di € 0,02 sul minimo, oggi 3,55 €/kg, e di € 0,08 sul massimo, oggi 3,65 €/kg. L’Olanda aumenta di € 0,06 portandosi a 3,56 €/kg. La Francia, che ha dormito settimana scorsa, questa aumenta di € 0,13 portandosi a 3,57 €/kg. Il prezzo medio di questa settimana dei tre Paesi che prendiamo in considerazione è 3,577 €/kg.
Poche le offerte di burro di siero, non molte quelle di burro di centrifuga, ma mentre il primo è difficile trovare, il secondo se lo cerchi c’è, se sei disposto a pagare prezzi intorno a 3,63-3,70 €/kg partenza. 
– Bollettini abbastanza variabili nel latte in polvere, con la Germania che imperterrita continua le sue salite, sia per lo scremato alimentare che per lo zootecnico, resta invece invariato l’intero. L’Olanda, dove lo zootecnico resta invariato, l’alimentare ribassa a prezzi comunque superiori a quelli di mercato, seguendo il trend dei prezzi ottenibili e offerti sul mercato. L’Olanda, seguendo l’andamento dei prezzi della materia grassa, rialza il latte intero, così come la Francia che aumenta il prezzo dell’intero e cala quello dello scremato.
Come detto, le offerte tendono leggermente a essere sempre a livelli alti ma un po’ meno. Se nel burro le prospettive di esportazione sono buone, non altrettanto si può dire per il latte in polvere visto che gli Stati Uniti, al contrario della UE, hanno grossi stock e, grazie al dollaro non così forte, sono più competitivi rispetto al prodotto europeo. C’è anche da aggiungere che la produzione di latte negli Stati Uniti nel 2020 è aumentata di 1,9%.
– Anche nel siero in polvere bollettini discordanti, con la Germania che aumenta quello per uso alimentare e lascia invariato quello zootecnico; Olanda e Francia ribassano entrambe.
– Le quotazioni nazionali dei formaggi restano piuttosto stabili anche questa settimana; fanno eccezione soltanto il Pecorino Romano che segna +0,10 €/kg a Milano e il Grana Padano che cala a Mantova.
Quotazioni medie UE stabili per l’Edamer a 3,10 €/kg e Cheddar a 3,08 €/kg, in aumento per il Gouda a 3,16 €/kg, in calo per l’Emmentaler a 4,84 €/kg.
NB: I prezzi pubblicati devono essere considerati solo indicativi di una tendenza di mercato, rispetto le settimane precedenti, e non in valore assoluto.
Import /export Stati UnitiA dicembre, l’export statunitense di prodotti lattiero-caseari è stato debole. La forte domanda di Cina, Corea del Sud e Canada non ha compensato il calo delle altre destinazioni. Per l’intero anno, tuttavia, le esportazioni sono state piuttosto forti, soprattutto per le polveri, mentre quelle di formaggio sono rimaste stabili.Nonostante un calo a dicembre, le esportazioni di SMP sono state molto forti nel 2020, stabilendo un nuovo record. Supportata da prezzi competitivi, questa crescita è stata trainata principalmente dai volumi significativi spediti nel sud-est asiatico (+44%) che hanno compensato il calo della domanda messicana (-12%). Le esportazioni di siero di latte hanno continuato a crescere tutto l’anno, con le spedizioni verso la Cina più che raddoppiate (+115%) mentre quelle verso il Messico hanno continuato a contrarsi.Le esportazioni di formaggio sono state forti tra maggio e settembre, ma deboli nei restanti mesi. L’export di burro è stato appena superiore a quello del 2019; il quadro annuale è migliorato a dicembre quando i Paesi MENA ne hanno acquistato volumi notevoli.Le importazioni di burro e formaggio sono aumentate nel 2020. Nel secondo trimestre, l’import di burro ha subito un’impennata della domanda, forse dovuta all’aumento delle vendite al dettaglio durante il lockdown. Nonostante le tariffe di ritorsione in vigore dall’ottobre 2019, i volumi di burro acquistati dalla UE sono rimaste ai livelli del 2019, rappresentando l’84% del mercato. Diverso discorso per le importazioni di formaggio, dove la UE ha perso alcune quote di mercato a vantaggio di altri fornitori (-13%).
N.B. L’Analisi di mercato di Assocaseari è destinata ai soli Associati. Non ne è consentita la diffusione, se non autorizzata.
Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli
Assocaseari

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