IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 6-12 GIUGNO 2020

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA
Settimana partita in maniera sfavillante ma poi su qualche prodotto lo sfavillio si è spento presto.

– Latte crudo estero con grosse differenze di prezzo tra ciò che è di origine tedesca e/o olandese, dove le richieste viaggiano ancora sui 0,38 €/kg, mentre per le altre origini si toccano anche prezzi di 0,34 €/kg. Anche sulla crema, Olanda e Germania partite chiedendo 1,70 €/kg mentre altre origini offrivano anche a 1,63 €/kg, ma con giovedì anche gli esosi sono scesi a più miti consigli. Latte scremato già da lunedì batte la fiacca con offerte che erano a 0,20 €/kg e oggi sono addirittura a 0,19 €/kg. Suddetti prezzi si intendono reso Nord Italia. 
Il mercato nazionale a inizio settimana ha goduto di un effetto ripartenza, con prezzi in aumento e latte crudo trattato addirittura a 0,37 €/kg. Purtroppo questo entusiasmo si è pacato molto nella seconda parte della settimana dove, un po’ forse per minor domanda, un po’ forse per maggiore offerta, ma i prezzi sono tornati a 0,35 €/kg. La crema nazionale di qualità ha invece un andamento diverso, con quotazioni spesso sopra il bollettino, ma non è così per tutti. Latte scremato con pochissima domanda.

– Il bollettino del burro di Kempten mercoledì è salito di € 0,10 sul minimo e di € 0,05 sul massimo, rispettivamente 3,10 e 3,20 €/kg, media 3,15 €/kg, avvicinandosi, ma non ancora raggiungendo, le reali quotazioni di mercato del burro tedesco. L’Olanda ha aumentato di € 0,02 e passa a 3,12 €/kg, invariata la Francia a 3,17 €/kg. La media di questa settimana dei tre bollettini è di 3,147 €/kg. Da notare che dopo tanti anni il bollettino di Milano è pari al livello massimo di Kempten.
Sul mercato i conti non tornano perchè con la crema tedesca offerta a 1,70 €/kg il burro dovrebbe avere quotazioni ben più alte di quelle a cui viene offerto; nonostante questo, le quotazioni sono assolutamente in linea a quelle di settimana scorsa, addirittura con qualche cedimento al ribasso e offerte di altre origini a prezzi decisamente più bassi. Non manca nemmeno l’offerta di burro di siero, in alcuni casi poco sopra i 3,00 €/kg. 
Questa settimana sono state abbastanza sostanziose le consegne di burro allo stoccaggio privato, 6.600 Tons circa. La parte del leone la fa come al solito l’Olanda, con poco meno di 3.000 Tons, seguita da Germania con 1.600 Tons e Irlanda con 1.200 Tons. Per la prima settimana, anche l’Italia ha stoccato  27 Tons. In totale, sono state stoccate circa 43.000 Tons.

– Tutti e tre i bollettini del latte in polvere in rialzo, ma ancora con quotazioni che, a parte il caso francese, sono molto al di sotto dei prezzi di mercato. 
Le richieste attuali vanno da 2.450 €/Ton dei soliti esosi a 2.300 €/Ton di quelli un po’ più realistici.
Sul mercato nazionale, l’effetto ripartenza sul latte in polvere si è sentito molto, con qualche azienda che dopo tre mesi di fabbisogno zero ha ricominciato a richiedere consegne su contratto. E’ chiaro che l’effetto di ripresa si è in parte amplificato, oltre che dalla speranza di ricominciare a vendere anche dal bisogno di creare scorte.
E’ stata la settimana con il più alto quantitativo consegnato allo stoccaggio privato, ben 3.300 Tons, di cui 2.200 Tons dalla Germania e 1.000 Tons della Olanda. In totale in cinque settimane consegnate solo 9.000 Tons.

 Siero in polvere sempre incredibilmente stabile su tutti e tre i bollettini che prendiamo in considerazione. 

– Inversione di rotta per le quotazioni medie europee dei formaggi che questa settimana aumentano: Gouda a 3,07 €/kg, Edamer a 2,92 €/kg, Cheddar a 3,01 €/kg ed Emmentaler a 4,77 €/kg. 
In Italia, continua anche questa settimana, seppur più dolcemente, il calo delle quotazioni del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano nelle principali Borse Merci.
Questa settimana sono state stoccate 1.865 Tons di formaggio, mentre dall’apertura dell’ammasso 42.300 Tons circa, cioè il 42% del quantitativo totale stoccabile. Irlanda, Spagna, Italia, Lituania, Svezia e Regno Unito hanno raggiunto il 100% del quantitativo massimo stoccabile. 

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import/export statunitense.

Week 24Week 23Week 22Week 21
BURRO (D)3,10 – 3,203,00 – 3,153,00 – 3,152,90 – 3,00
BURRO (F)3,173,173,172,93
BURRO (NL)3,123,102,982,85
SMP USO ALIMENTARE (D)2150 – 22302100 – 22002050 – 21201980 – 2080
SMP USO ALIMENTARE (F)2310203020301930
SMP USO ALIMENTARE (NL)2200217020702000
SMP USO ZOOTECNICO (D)1960 – 20001960 – 20001920 – 19601870 – 1890
SMP USO ZOOTECNICO (NL)2030203019301900
WMP (D)2640 – 27502580 – 27402550 – 27102530 – 2690
WMP (F)2700260024702730
WMP (NL)2630260026002600
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D)860-910860-910870-900870-900
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D)720-750720-750740-770730-760
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F)730730710700
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL)750750750750

Import/export statunitense
Le esportazioni statunitensi sono state forti in aprile, ad eccezione del formaggio e del burro che sembrano essere stati colpiti dall’epidemia di Covid-19 e, quindi, dalla chiusura dell’Ho.re.ca. Infatti, l’export di formaggio è calato del 19% apr.20/apr.19 e dell’8% genn-apr’20/genn-apr’19, mentre quello del burro ha segnato -8% apr.20/apr.19 e -19% genn-apr’20/genn-apr’19. 
Le polveri registrano aumenti sia su base mensile che su base annua. Anche il siero è in continua crescita, +15% apr.20/apr.19 e +14% genn-apr’20/genn-apr’19, grazie alla ripresa della domanda del principale importatore, la Cina. L’export di latte scremato in polvere è aumentato grazie al Sud-Est Asiatico (+19% apr.20/apr.19) e all’Egitto (+15% apr.20/apr.19), che hanno compensato la minore domanda messicana. Anche il lattosio e il latte intero in polvere sono cresciuti in aprile, rispettivamente +17% e +18%.
Le importazioni stanno calando. I formaggi sono scesi del 21% apr.20/apr.19 e del 3% genn-apr’20/genn-apr’19, a discapito soprattutto della UE che ha venduto il 20% di formaggio in meno apr.20/apr.19. L’import di caseina è calato del 24% apr.20/apr.19 mentre quello del burro è aumentato del 2% apr.20/apr.19, nonostante gli alti quantitativi registrati nel 2019. Tuttavia, nel primo quadrimestre gli Stati Uniti hanno importato il 27% in meno di burro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli ASSOCASEARI

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