IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 7-13 MARZO 2020

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Mercati imprevedibili a causa del Covid-19 e delle misure prese dal Governo e non solo. Problemi nei trasporti, con trasportatori tedeschi, ma anche ungheresi, polacchi, ecc. che non si accontentano di non scendere dalla cabina ma addirittura dicono che è troppo pericoloso entrare in Italia. Il fatto che basta una persona positiva per bloccare i turni e costringere il caseificio a lasciare il latte in campagna. Per non parlare poi del settore ho.re.ca. Che, chiaramente, con tutti i ristoranti, pizzerie, bar, hotel, ecc. chiusi è completamente fermo. Stesso problema per chi produce mozzarelle destinate alle pizzerie.

La paura di molti operatori è che in questo periodo di raccolta di latte molto elevata si possa arrivare al punto in cui non si riesce più ad utilizzare tutto il latte prodotto. Da qui la preghiera da parte di alcuni operatori agli allevatori di cercare di rallentare un po’ la produzione di latte. Vi sono altri accorati appelli affinchè cooperative, privati e multinazionali tutti d’accordo cerchino un modo per non distruggere una filiera così preziosa.
Fortunatamente l’estero oggi ha dei prezzi abbastanza elevati. Crema del Nord-Germania superiore a 1,75 €/kg, quelle spagnola e francese a prezzi un po’ più interessanti. Il latte crudo tedesco viaggia sui 0,38 €/kg e lo scremato intorno a 0,22-0,23 €/kg. Con tali livelli è difficile che entri in Italia molto latte estero. Questi prezzi sono da intendersi reso Nord-Italia.
Anche il Nord Europa come l’Italia ha in questi momento una raccolta molto alta, ma fortunatamente sta producendo molto formaggio, motivo per cui  i prezzi del latte e della crema restano elevati.
Sul mercato italiano, i grossi trasformatori sono subissati da offerte di latte proveniente in gran parte da latterie che non riescono a lavorare tutta la materia prima che ricevono, per i motivi sopracitati, e il latte viene trattato tra 0,30 e 0,32 €/kg. Visto il volume dell’offerta, i prezzi potrebbero essere anche molto più bassi. La crema nazionale di qualità viene trattata a livelli inferiori o pari al bollettino di Milano mentre il latte scremato viene trattato a prezzi inferiori o uguali a 0,20 €/kg.
Sul mercato nazionale, così come su quello tedesco, sta avendo grossa soddisfazione chi fornisce la Gdo, ma sono molte le aziende che, magari per la tipologia di prodotto, hanno fermato gli acquisti in attesa di capire come si evolverà la situazione.

– Questa settimana il bollettino del burro a Kempten è rimasto invariato, minimo 3,40 e massimo 3,60 €/kg. Quello olandese ha perso € 0,04 e si porta a 3,41 €/kg. Exploit del bollettino francese che riduce di € 0,08 e si porta a 3,42 €/kg. La media di questi tre bollettini oggi è 3,443 €/kg.
Sul mercato c’è qualche piccolo tentativo di rialzare i prezzi visto l’aumento della crema. Comincia ad uscire offerta di burro di siero, altro fattore che ci indica che stanno producendo formaggi.

– In calo su tutti i bollettini il latte in polvere, con le frecce dell’olandese e del tedesco tutte in rosso verso il basso. Il francese ha una sola freccia stabile per il latte intero, che però era già al livello di quello che hanno raggiunto oggi il tedesco e l’olandese.
Se settimana scorsa vi era stato un tentativo da parte di qualche speculatore di tirare su il mercato, questa settimana invece il mercato ha offerte in netta diminuzione.

– Anche sul siero in polvere le frecce sono tutte rosse verso il basso.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in aumento per l’Emmentaler a 4,95 €/kg, invariate per l’Edamer a 3,28 €/kg, il Cheddar a 3,05 €/kg e il Gouda a 3,29 €/kg.
In Italia, in calo il Parmigiano Reggiano a Milano, Mantova e a Parma, e le voci del Grana Padano più giovane a Milano, Cremona e Mantova. La maggioranza delle Borse Merci del Nord Italia sono rimaste chiuse a causa dell’emergenza Coronavirus.

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sulla produzione di latte di alcuni principali esportatori, sull’import/export degli Stati Uniti.

Week 11 Week 10 Week 9 Week 8
BURRO (D) 3,40 – 3,60 3,40 – 3,60 3,50 – 3,60 3,56 – 3,66
BURRO (F) 3,42 3,50 3,50 3,60
BURRO (NL) 3,41 3,45 3,50 3,52
SMP USO ALIMENTARE (D) 2380 – 2480 2480 – 2560 2530 – 2590 2550 – 2630
SMP USO ALIMENTARE (F) 2510 2600 2600 2620
SMP USO ALIMENTARE (NL) 2370 2460 2500 2560
SMP USO ZOOTECNICO (D) 2180 – 2250 2280 – 2380 2380 – 2420 2420 – 2460
SMP USO ZOOTECNICO (NL) 2250 2330 2420 2480
WMP (D) 2900 – 2960 2980 – 3040 3000 – 3050 3020 – 3070
WMP (F) 2950 2950 3000 3100
WMP (NL) 2960 3000 3000 3050
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D) 870-910 870-920 880-920 870-910
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D) 690-710 720-740 730-760 750-790
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F) 730 780 780 800
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL) 710 740 750 780

Import/export Stati Uniti
Le esportazioni statunitensi, in termini di valore, a gennaio sono aumentate del 34,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
L’export di SMP è stata la punta di diamante con una crescita del 41% e quasi 70.000 Tons, dovuta principalmente ad una maggiore domanda del sud-est asiatico. In aumento anche le esportazioni di lattosio e di siero di latte (+16% genn.’20/genn.’19). Si noti che la Cina ha aumentato la domanda di siero di latte dagli Stati Uniti per la prima volta dall’aprile 2018 (+30% genn.’20/genn.’19). In calo, invece, le esportazioni di formaggio (-0,2%), burro (-22,5%) e di WMP (-26,5%).
Le importazioni statunitensi di formaggio hanno continuato a diminuire, ma a un ritmo più lento rispetto agli ultimi due mesi (-1,5% genn.’20/genn.’19). Il burro è diminuito per il quarto mese consecutivo (-27,6% genn.’20/genn.’19) a causa delle minori spedizioni dall’Irlanda (-47,27%). Anche la caseina è diminuita, ma sono aumentati sia il siero che il butteroil.

Sicuramente ci aspetteranno altri giorni molto difficili ma facendo ognuno la propria parte riusciremo ad uscirne, sotto certi aspetti anche più forti.

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

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