IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO SETTIMANA 9-15 NOVEMBRE 2019

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Settimana tutt’altro che calma. E’ soprattutto sui liquidi che si sono avuti dei cambiamenti  verso l’alto abbastanza repentini. La crema estera addirittura ha fatto letteralmente i fuochi d’artificio. A inizio settimana fatti contratti ancora a 1,88-1,89 €/kg, mercoledì trattata alle 8:00 a 1,92 €/kg, alle 9:30 a 1,94 €/kg e già la sera si chiudeva a 1,96 €/kg malgrado i fornitori chiedessero già 2,00 €/kg. Ieri trattata 1,99 €/kg, oggi, venerdì, per la settimana successiva, i pochi che hanno merce chiedono 2,04 €/kg. Questo aumento dei prezzi è sì dovuto alla forte domanda, tipica del periodo, ma anche alla poca disponibilità di merce. Latte crudo trattato tra 0,43 e 0,45 €/kg e lo scremato che da 0,285 €/kg di mercoledì, oggi è salito a 0,30 €/kg se non più. Suddetti prezzi sono tutti da intendersi franco arrivo nord Italia.

Sul mercato nazionale vi è una forte domanda con latte che però viene sempre trattato tra 0,43 e 0,45 €/kg partenza. Forte domanda presente anche per la crema di qualità che in gran parte dei casi viene trattata a bollettino +, nell’attesa dell’adeguamento del bollettino.

– Kempten, invariato, conferma i prezzi del burro della settimana scorsa, 3,55 €/kg il minimo e 3,70 €/kg il massimo. L’Olanda conferma i 3,55 €/kg, la Francia invece ci stupisce con un ribasso di € 0,10 e si porta a 3,50 €/kg. Il prezzo medio di questi tre principali Paesi è 3,558 €/kg.

Offerte soprattutto di merce congelata intorno a 3,65-3,70 €/kg. Comincia ad esserci un po’ di offerta per la merce fresca tra 3,70 e 3,75 €/kg. Vi è molta meno offerta per il burro di siero al punto che viene da domandarsi se siano diminuite le produzioni di formaggio o se invece venga utilizzato il burro di siero estero dagli stessi produttori.

– Il latte in polvere al momento è quello che dà le più grosse soddisfazioni. Sui tre bollettini esteri che prendiamo in considerazione, sono in aumento sia lo scremato per uso alimentare che quello per uso zootecnico, il latte intero segna un + in Francia e in Germania e un invariato nei Paesi Bassi.

Il mercato reale è ancora più alto dei bollettini, con contratti già chiusi a prezzi superiori di 2.600 €/Tons. Impossibile trovare merce per consegna da qui a gennaio ma d’altra parte anche quasi tutti i clienti sono coperti per questo periodo. A detta di qualcuno, da aprile dovrebbe esserci un po’ più di disponibilità di latte e latte in polvere, però l’andamento dei prezzi dipenderà da quello che succederà sui mercati mondiali, di conseguenza sulle esportazioni.

– Il siero in polvere è sicuramente il più indeciso dei prodotti. La Germania fa segnare un aumento su quello per uso alimentare e un invariato per quello per uso zootecnico, l’Olanda lo lascia invariato e la Francia, che era allo stesso livello di Germania e Olanda, ha pensato bene di ribassarlo e anche di tanto.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in aumento per l’Emmentaler a 4,47 €/kg, in calo per l’Edamer a 3,09 €/kg e il Gouda a 3,10 €/kg e stabili per il Cheddar a 3,15 €/kg.

In Italia, in calo le quotazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano nelle principali Borse Merci del Nord Italia.

 

Dopo la consueta tabella dei prezzi settimanale, segue approfondimento sull’import/export statunitense.

    Week 46   Week 45   Week 44   Week 43
BURRO (D)   3,55 – 3,70   3,55 – 3,70   3,60 – 3,75   3,60 – 3,75
BURRO (F)   3,50   3,60   3,60   3,60
BURRO (NL)   3,55   3,55   3,52   3,52
SMP USO ALIMENTARE (D)   2480 – 2530   2440 – 2490   2400 – 2470   2380 – 2450
SMP USO ALIMENTARE (F)   2430   2370   2400   2350
SMP USO ALIMENTARE (NL)   2490   2440   2430   2410
SMP USO ZOOTECNICO (D)   2350 – 2380   2300 – 2340   2270 – 2310   2250 – 2300
SMP USO ZOOTECNICO (NL)   2400   2350   2330   2280
WMP (D)   3000 – 3070   2970 – 3070   2970 – 3070   2970 – 3070
WMP (F)   3000   2900   3000   3000
WMP (NL)   3060   3060   3040   3010
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D)   880-920   860-920   860-940   860-940
         
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D)   670-690   670-690   660-680   650-670
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F)   655   680   630   630
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL)   680   680   650   650

 

Import/export Stati Uniti

La produzione di latte statunitense a settembre è aumentata dell’1,3% rispetto al settembre 2018, con un alto contenuto di grassi e proteine.

Nonostante la peste suina in Cina e i conflitti con il Paese asiatico, le esportazioni statunitensi sono migliorate significativamente a settembre.

Le esportazioni di formaggio sono aumentate del 12,9% sett.’19/sett.’18 e del 4,2% genn-sett’19/genn-sett’18. A settembre, gli Stati Uniti hanno esportato più formaggio verso tutte le loro principali destinazioni: Messico +30,7%, Corea del Sud +9,3%, Giappone +5,3% e Australia +3,5%. Solo il 2% circa del formaggio statunitense va in Cina, il che rende la tariffa di ritorsione meno problematica, sebbene si sia registrato un calo del 40,7% genn-sett’19/genn-sett’18.

Le esportazioni di SMP sono aumentate del 25,1% sett.’19/sett.’18 ma sono calate del 10,9% genn-sett’19/genn-sett’18. I principali importatori sono Messico, Indonesia e Vietnam.

L’export di siero di latte in polvere e di lattosio hanno continuato a diminuire, rispettivamente -10,8% e -13,2% sett.’19/sett.’18, soprattutto a causa del calo delle importazioni cinesi.

Le esportazioni di burro, butteroil e WMP sono diminuite, rispettivamente -2,8%, -51,5% e -50% sett.’19/sett.’18.

Sembra che la decisione americana di applicare una tariffa del 25% sulla maggior parte dei formaggi e del burro della UE a seguito della sentenza del WTO sui sussidi Airbus, che è in vigore dal 18 ottobre, ha causato un aumento di alcune importazioni a settembre, soprattutto di Parmigiano Reggiano e di altri formaggi a pasta dura.

Infatti, l’import di formaggio è aumentato del  34,6% sett.’19/sett.’18 (+6,4% genn-sett’19/genn-sett’18). Quasi il 77% del formaggio importato, che è per lo più premium e di alta qualità, proviene dalla UE. Le importazioni di formaggio sono aumentate sia dalla UE (+44% sett.’19/sett.’18) che dalla Svizzera (+ 9,2%).

Le importazioni statunitensi di burro sono aumentate del 12,9% sett.’19/sett.’18 e addirittura del 36,7% genn-sett’19/genn-sett’18. La UE (soprattutto l’Irlanda) fornisce quasi l’80% di prodotto, +10,6% sett.’19/sett.’18. A settembre gli USA hanno importato maggiori quantitativi di burro dalla Nuova Zelanda (+ 441,2%, 188 tonnellate).

Le altre importazioni statunitensi sett.’19/sett.’18 sono state: butteroil +36,4%, siero di latte in polvere -8,7%, caseina/ati +30,7%.

 

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

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