MERCATO LATTIERO-CASEARIO: ANALISI DI ASSOCASEARI – SETTIMANA 12-18 GENNAIO 2019

By 18 gennaio 2019Dairy, lattierocaseari

IL MERCATO LATTIERO-CASEARIO DI QUESTA SETTIMANA

– Malgrado il ribasso della raccolta negli stati maggiori produttori la tendenza sembra essersi invertita, con la panna in notevole calo rispetto alla settimana scorsa e offerte che mercoledì mattina erano a 2,08 €/kg e già nel tardo pomeriggio si parlava di 2,00 €/kg.

Latte crudo più o meno stabile, così come lo scremato.

Sembra che le latterie stiano producendo molto latte in polvere scremato, visto il continuo aumento dei prezzi e le buone esportazioni cosa più che comprensibile, e questo giustificherebbe la maggior disponibilità di crema e il conseguente calo dei prezzi.

Situazione molto differente in Italia soprattutto nel latte crudo dove contro un’ offerta bassa c’è una buona domanda e i prezzi in alcuni casi superano € 0,43/litro partenza. Per quanto riguarda la crema la situazione è opposta, con molta offerta e quasi inesistente domanda e conseguente calo dei prezzi che per la crema d’affioramento di buona qualità sono ormai ben inferiori a € 2,00/kg.

– Bollettini del burro in rialzo in Olanda, Francia e Germania. A Kempten il prezzo minimo è salito di € 0,10 e si porta a 4,40 €/kg con un massimo invariato a 4,60 €/kg. In Olanda rialzo di € 0,07 e si porta a 4,35 €/kg. In Francia aumento addirittura di € 0,20 e si porta a 4,50 €/kg, che è poi la media del bollettino tedesco.

Il mercato è abbastanza allineato ai bollettini, pur essendo i prezzi estremamente variabili da Paese a Paese. Chi sta offrendo a prezzi più bassi sono i polacchi che sono a 4,38 €/kg reso nord Italia, i parsi baltici con pochissima o nulla disponibilità e Germania, Olanda e Danimarca che arrivano fino a 4,55 €/kg consegnato.

-E’ da tanto tempo che non vedevamo un bollettino con i prezzi di tutti i prodotti, qualche formaggio escluso, in rialzo. Anche il latte in polvere è in aumento, sia per l’uso zootecnico che per l’alimentare, sia lo scremato che l’intero, sui bollettini esteri che prendiamo in considerazione. Il rialzo si protrae, in alcuni casi, da qualche settimana.

I fornitori su questo un po’ ci giocano dicendo di non avere disponibilità e in effetti sappiamo che è un problema che il Nord Europa sente, basta vedere il calo di raccolta ma con i bollettini in continuo aumento sorge anche naturale il dubbio che aspettino l’ultimo momento prima di offrire.

Con l’aggiudicazione di settimana prossima delle ultime 22.000 ton di latte d’intervento questo capitolo potrebbe essere definitivamente chiuso, oltretutto molto in anticipo rispetto alle previsioni più ottimistiche.

– Anche il siero in polvere in rialzo su tutti i bollettini, tanto per l’uso zootecnico che per l’uso alimentare.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi stabili per il Cheddar a 3,05 €/kg, in calo per il Gouda a 3,13 €/kg e l’Emmentaler a 4,48 €/kg e in aumento per l’Edamer a 3,13 €/kg.

In Italia, continua l’aumento delle quotazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano nei principali bollettini del Nord Italia. A Milano, in rialzo anche alcuni formaggi molli.

    Week 3   Week 2   Week 1   Week 51
       
BURRO (D)   4,40 – 4,60   4,30 – 4,60   n.q.   n.q.
BURRO (F)   4,50   4,30   4,30   4,15
BURRO (NL)   4,35   4,28   4,14   4,14
SMP USO ALIMENTARE (D)   1830 – 1930   1780 – 1880   n.q.   n.q.
SMP USO ALIMENTARE (F)   1880   1830   1830   1800
SMP USO ALIMENTARE (NL)   1880   1830   1790   1730
SMP USO ZOOTECNICO (D)   1600 – 1650   1550 – 1600   n.q.   n.q.
SMP USO ZOOTECNICO (NL)   1650   1580   1550   1510
WMP (D)   2750 – 2850   2700 – 2800   n.q.   n.q.
WMP (F)   2750   2700   2800   2800
WMP (NL)   2790   2770   2730   2730
SIERO IN POLVERE USO ALIMENTARE (D)   880-930   890   n.q.   n.q.
         
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (D)   820-850   790   n.q.   n.q.
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (F)   790   780   780   770
SIERO IN POLVERE USO ZOOTECNICO (NL)   830   800   790   780

 

Export Nuova Zelanda

Dopo un ottobre debole, a novembre le esportazioni neozelandesi si sono rafforzate, soprattutto per quando riguarda le polveri.

A novembre, le esportazioni di WMP sono aumentate del 20,4% su base annua, mentre nei primi 11 mesi dell’anno sono aumentate solo dell’1,3%. Il principale importatore è la Cina (31%) che acquista soprattutto a fine anno utilizzando il contingente dell’accordo di libero scambio con la Nuova Zelanda che riprende all’inizio di gennaio. La Cina è seguita all’Algeria (8%) e dagli Emirati Arabi (7%).

Anche le esportazioni di SMP sono aumentate del 6,1% nov.’18/nov.’17, grazie soprattutto al contingente dell’accordo di libero scambio tra la Cina e la Nuova Zelanda. Tuttavia, nei primi 11 mesi dell’anno la Nuova Zelanda in generale ha esportato circa l’11% di SMP in meno rispetto allo stesso periodo 2017 in tutte le sue principali destinazioni e cioè Cina, Malesia, Filippine, Tailandia e Singapore.

La Nuova Zelanda è il maggiore esportatore mondiale di burro e da gennaio a novembre 2018 ha aumentato i quantitativi esportati del  6,3% rispetto allo stesso periodo 2017, nonostante un forte calo a novembre del 32,8% rispetto al novembre 2017.

Le altre esportazioni neozelandesi nov.’18/nov.’17 sono state: formaggio -1,6%, butteroil +28,5%, siero di latte in polvere -11%, lattosio +17,5%, caseina/ati -3,2%.

Import Giappone

Le importazioni di formaggio giapponesi sono aumentate in modo più o meno stabile negli ultimi anni. A novembre hanno fatto segnare un  +12,7% rispetto al novembre 2017, mentre nei primi 11 mesi dell’anno un +7,1% rispetto allo stesso periodo 2017. Nel 2018, il Giappone ha importato la maggior parte del formaggio dalla UE (35,3%), dall’Australia (29,2%), dalla Nuova Zelanda (22%) e dagli Stati Uniti (11,6%) con quantitativi in aumento da tutte e quattro le origini. Si prevede un ulteriore aumento delle importazioni dalla UE in seguito all’entrata in vigore, il 1° febbraio 2019, dell’accordo di partenariato economico UE-Giappone.

Le altre importazioni giapponesi nov.’18/nov.’17 sono state: lattosio +25,7%, SMP –0,6% e siero di latte -19,4%. Nel 2018, il Giappone ha importato più SMP dall’Australia, ma meno da UE, NZ e USA.

Import Russia

La produzione russa di latte nazionale sta crescendo anche se non è ancora competitiva.

A novembre, le importazioni russe di prodotti lattiero-caseari sono aumentate, ad eccezione di quelle del siero di latte in polvere. L’import di formaggio è aumentato del 142,7% a novembre e del 23,8% nei primi 11 mesi dell’anno rispetto ai relativi periodi 2017, mentre quello di burro è aumentato del 149,6% a novembre ma da gennaio a novembre è diminuito del 22,7%. La Russia acquista la maggior parte del suo formaggio dalla Bielorussia (84,3%).

Le importazioni di SMP, WMP e latte artificiale sono aumentate rispettivamente dell’89,6%, del 30,7% e del + 3% nov.’18/nov.’17. Le principali origini del latte artificiale sono la UE (57,1%), la Svizzera (40%) e la Nuova Zelanda (1,9%).

Solo le importazioni di siero di latte in polvere sono diminuite del 35,4% nov.’18/nov.’17 e del 56,4% genn-nov’18/genn-nov’17.

 

Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli

ASSOCASEARI