PARMIGIANO REGGIANO: IL RE È NUDO

L’acquisizione della Nuova Castellida parte del colosso francese Lactalisha provocato, come al solito, il rumoroso coro di proteste, la sterile richiesta di intervento del Governo, l’apertura di imprecisati “tavoli”, la generica sollecitazione a “fare qualcosa”.

Poi, come al solito, calerà il sipario nel giro di pochi giorni senza che si sia provato a capire che cosa realmente è successo.

È successo che Lactalis ha fatto una semplice operazione di mercato per rafforzare la propria presenza sui mercati seguendo una propria precisa strategia.

Questo a detta di molti ulteriore attentato all’italianità ci deve insegnare che la valorizzazione delle produzioni agroalimentari italiane può passare solo dal mercato; le “battaglie di bandiera” servono solo a chi si avvantaggia dei titoli dei giornali, non al sistema produttivo.

Abbiamo già evidenziato in un precedente contributo (https://www.ant-program.com/blog/parmigiano-reggiano-quanto-si-perde-coi-prezzi-alti/) che la filiera produttiva del Parmigiano Reggianolascia sul terreno almeno 100 milioni di € di margine netto all’anno per il solo fatto di non volersi confrontare direttamente sul mercato delegando pochissimi veri operatori commerciali. E se i produttori non provano neanche a trattenere questa montagna di soldi attraverso una loro presenza attiva sul mercato, sarà qualcun altro che prova a prenderli. Questa volta è stata Lactalis a farlo.

Il mercato ha le sue regole che bisogna imparare a conoscere e padroneggiare; è un mondo dove molti ci provano, alcuni riescono e qualcuno scompare ma è questa dinamica che seleziona i migliori, coloro che sanno innovare, sanno rischiare.

I 100 miliardi di Euro di valore commerciale dell’”Italian Sounding” sono la miglior riprova che le eccellenze italiane avrebbero un enorme potenziale che solo il mercato può riconoscere. Ma sembra valere il vecchio detto “se vuoi fai, se non vuoi, delega”.

È troppo chiedere alla Politica di stimolare l’evoluzione imprenditoriale dei produttori agroalimentari italiani per una più attiva e profittevole presenza diretta sui mercati del mondo?